Gli eretici di Dune

Adesso si trovarono in una strada affollata da piccoli mercanti che vendevano la loro merce ammucchiata su banchi a rotelle: cibo, indumenti, piccoli arnesi e coltelli. Suoni cantilenanti riempivano l’aria mentre i mercanti si sforzavano di attirare acquirenti. Le loro voci avevano l’impronta della giornata lavorativa: una falsa vivacità composta della speranza che i vecchi sogni si realizzassero, ma ingrigita dalla consapevolezza che per loro, comunque, la vita non sarebbe più cambiata. Venne in mente a Lucilla che la gente in quelle strade stava inseguendo un sogno sfuggente, e che l’appagamento da essi cercato non era la cosa in sé, ma un mito che erano stati condizionati a cercare, così come gli animali da corsa erano stati condizionati a inseguire l’esca in eterna fuga lungo l’interminabile ovale della pista.

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