Informazione è Potere

Che l’uso dell’informazione fosse pilotato e spesso distorto è cosa risaputa. La propaganda esiste da sempre e continuerà ad esistere perché, semplicemente, gli individui tenteranno sempre di mostrare il meglio di sé e nascondere invece i fatti che potrebbero esporli sotto una cattiva luce. A questa legge non sfugge certamente il potere, che anzi ha storicamente affinato l’arte della menzogna e del falso storico come arma di legittimazione. Il grande Orwell nel suo 1984 mostra mirabilmente come sia facile per il potere convincere il popolo di una cosa, e fargli poi cambiare idea il giorno dopo, facendogli dimenticare le realtà del giorno prima. Esattamente così infatti si svolge la vita politica italiana, e non solo, con la lega che nel ’94 dava del mafioso a Berlusconi per poi formare una solida asse politica; oppure, per restare agli esempi più recenti, con Bersani che nel 2008 sostiene la privatizzazione dell’acqua ed il nucleare, per poi salire con felina rapidità sul carro dei vincitori referendari. E il referendum recente, che ha visto la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto esprimersi contro la privatizzazione dell’acqua, contro la monetizzazione sull’acqua, contro il nucleare ed infine contro il(‘il)legittimo impedimento, è la prova di come, a volte, la volontà di dire NO può sconfiggere il potere. Nonostante i continui tentativi del governo di far fallire il referendum, prima posticipandolo, poi modificando la legge nucleare e tentando di convincere gli elettori che il quesito nucleare fosse annullato, arrivando fino alla patetica e umiliante resa finale del: lasciamo liberi di votare secondo coscienza, il popolo si è espresso in modo inequivocabile. E considerando come la pubblicità referendaria sia stata scarsa (per usare un eufemismo) sui media ufficiali, è evidente come il merito di questa straordinaria vittoria popolare sia da assegnare ai promotori e a tutti coloro che hanno creduto in questo referendum negli ultimi due anni. Internet è stato altrettanto fondamentale, garantendo una informazione capillare e permettendo a chiunque di familiarizzare con i quesiti. Sempre internet ha smascherato il 15 giugno il Ministro Renato Brunetta. A seguito di un incontro sull’innovazione una donna del pubblico chiede la parola, il ministro le permette di porre la sua domanda, ma appena la donna si presenta come una esponente della rete dei precari ecco che il ministro ringrazia e si allontana, rifiutandosi di ascoltare la domanda, per poi offendere ed insultare i presenti affermando: “questa è la peggiore Italia”. Ma se ci si fosse fermati a questo saremmo ancora nell’ambito dell’anomala normalità, invece il ministro, essendosi accorto di essere stato sputtanato dal popolo della rete che ha malamente accolto la sua performance dialettica, decide di rispondere con la stessa moneta: pubblicando cioè un video in cui tenta pateticamente di rispondere alle accuse lanciando a sua volta altre accuse al popolo del web e affermando il falso sul fattaccio incriminato. Il ministro ha il coraggio di affermare di aver spiegato che non poteva rispondere alla domanda perché avrebbe richiesto troppo tempo, mentre il video mostra chiaramente come si sia allontanato appena sentita la parola “precari”. In seguito è stato in effetti offeso e chiamato buffone, ma solo dopo aver lui stesso offeso i presenti. Ecco i due video che mostrano l’accaduto (http://www.youtube.com/watch?v=9pFjw72v_lc) e la patetica risposta del ministro (http://tv.libero-news.it/video/100943/Brunetta_rincara_sui_precari___Squadristi_.html). Il popolo del web non l’ha perdonato, e sulla sua pagina facebook fioccano i commenti in cui viene svelato l’inganno e si da al ministro quel che è del ministro…e cioè epiteti vari e simpatici soprannomi che ricordano la sua somiglianza al presidente del consiglio. Ecco come la rete, ancora una volta, mostra i panni sporchi del potere e si dimostra garanzia di informazione precisa e non strumentale. Caro ministro, le vorrei far notare come in un sistema economico che prevede ed incentiva la presenza dei precari non si può fare del precariato una colpa di chi lo subisce. Caro ministro, invece di perdere tempo con video patetici che mostrano solo la sua inadeguatezza, faccia meno il fannullone al pc e vada a lavorare, lasci internet a chi sa davvero usarlo. In fondo…lei continua a perderci la faccia…noi invece le abbiamo appena mostrato come si vince un referendum.

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