Brindisi numero zero

Non faccio nient’altro che andare in giro a persuadervi,
giovani e vecchi, a capire che la vostra prima e maggiore preoccupazione non
deve riguardare il vostro corpo o le vostre ricchezze, ma la vostra anima, in
modo che sia la più eccellente possibile. 
[Socrate][I Miti del Nostro Tempo, Umberto Galimberti, pag. 155 Tratto
da: Platone, Apologia di Socrate]

Toc Toc….si può? non vorrei disturbare…ma sapete? oggi mi va
di parlare…a dire il vero non so nemmeno io di cosa….avete presente
quelle volte in cui avete per la testa mille pensieri che sembrano
voler uscire tutti insieme e finiscono per ingolfare la porta del
cervellino? ecco…questo è più o meno quello che ho l’impressione stia
succedendo al mio cervellino…(o al mio trallallà…come direbbe
qualcuno).
Beh…visto che ho deciso di fare una visitina sulla
vostra casella postale devo però cercare il modo di impiegare in modo
quantomeno sensato i caratteri che comporranno questo brindisi…potrei
anche scrivere a caso, ma più che un brindisi sarebbe una ballata
dell’ubriaco (credo che questa De André non l’abbia cantata…o mi
sbaglio? ).
I miei occhi mi ricordano, tra un sorso di vino e
l’altro, che ho iniziato questo brindisi citando Socrate, e l’ho
fatto…se ancora me ne ricordo il motivo….semplicemente perchè molto
spesso nella vita di tutti i giorni (che poi sono proprio tutti i giorni
che alla fine tirando le somme compongono la nostra vita) ci
dimentichiamo di quelle cose che poi in realtà renderebbero la nostra
vita realmente interessante e "viva".
E questo è purtroppo un
problema che ci riguarda tutti, milanisti e juventini, interisti e
romanisti, di destra o di sinistra, gay o etero ( o bisex se per
questo), credenti e non……ogni giorno viviamo la nostra giornata
facendoci assorbire dai nostri impegni quotidiani, e quando poi arriva
il momento di libertà, in cui potremmo manifestare il nostro ardente
desiderio di "vita" ci chiudiamo in un quadrato di cemento chiamato
discoteca a muoverci il più freneticamente possibile cercando di
ottenere uno shaker di cervello (agitare, non mescolare…prego…)
oppure ci facciamo abbindolare dalla trasmissione televisiva di turno, o
ci addormentiamo davanti all’ultimo videogioco….oppure ancora ci
facciamo imbrigliare nelle maglie del consumismo sfrenato e ci godiamo
una bella giornata di shopping con cui buttare al vento i frutti di
tanto lavoro acquistano paccottiglia inutile che costa 10 volte quanto
vale solo perchè esce dal negozio X o dalla boutique Y.
Ci affanniamo
tutta la vita ad accumulare ricchezza e possibilmente rispetto, per poi
non avere mai il tempo di godere né dell’uno né dell’altro, oppure
spendiamo il nostro lavoro alla ricerca di quella libertà individuale
che ci è negata proprio dal nostro modo di intendere la vita. Ci siamo
ridotti a considerare insignificante il diritto di scegliere i nostri
rappresentanti, mentre saremmo pronti pure all’autolesionismo pur di
veder riconosciuto il nostro diritto all’aperitivo del venerdì, o allo
shopping, o alla discoteca. Ci siamo ridotti ad aver dato un prezzo alla
nostra libertà, e quotidianamente paghiamo per poterla esercitare.


Non dovremmo forse chiederci come mai quando vediamo che
la religione colonizza qualunque altro campo della vita umana la chiamiamo
Teocrazia e sentiamo puzza di tirannia, e quando vediamo che la politica colonizza
ogni altro campo della vita umana la chiamiamo Assolutismo e tremiamo alla
prospettiva del totalitarismo, mentre se vediamo che le relazioni di mercato e
il consumismo commerciale tentano di colonizzare ogni altro campo della vita
umana li chiamiamo libertà e ne celebriamo il trionfo?

[I Miti del Nostro Tempo, Umberto Galimberti, pag. 316]

Sarà forse colpa del vino, ma comincio a pensare di non saper
neanch’io dove andare a parare, non perchè non abbia l’idea in
testa…ma forse perchè ci sarebbero così tante cose da dire…e così
poca gente con la voglia di ascoltarle. E questo credo che sia un altro
punto fondamentale….Ci siamo dimenticati il valore della
collaborazione reciproca ed il diritto di chiunque di esprimere le
proprie opinioni, così come abbiamo dimenticato l’arte di saper prendere
da ciascuno il meglio ed amalgamare per bene tutto fino a tirar fuori
qualcosa di interessante. Se qualcuno prova ad esprimere un opinione, ci
chiediamo solo se non ci sia un qualche fine, un uomo non discute più
le sue idee, non argomenta le sue opinioni, semplicemente fa da
manifesto per gli slogan di un qualche interesse, che sia commerciale o
politico è indifferente…. E a quel punto siamo pronti ad ascoltarlo se
le sue opinioni ( o i suoi slogan) armonizzano con i nostri, incapaci
come siamo di qualunque autocritica ci resta solo il patetico
autompiacimento delle opinioni standardizzate.


Omettendo tutti gli argomenti utilitari la ricerca della
felicità basata su false credenze non è né molto nobile né molto gloriosa. C’è
una gioia gagliarda nella ferma percezione del nostro vero posto nel mondo, e
un dramma più emotivo di qualsiasi altro possibile a coloro che si nascondono
dietro le chiuse mura del mito. Vi sono <<mari perigliosi>> nel
mondo del pensiero, sui quali possono navigare soltanto coloro che siano pronti
a fronteggiare la propria impotenza fisica. E soprattutto, c’è la liberazione
dalla tirannia della Paura, che offusca la luce del giorno e fa degli uomini
tanti crudeli vermi striscianti. Nessuno può liberarsi dalla Paura se non osa
vedere il suo posto nel mondo così com’è; nessuno può toccare la grandezza di
cui pur è capace, se prima non ha la forza di vedere la sua piccolezza.

(Bertrand Russel, Saggi Scettici, pag 28, sogni e fatti)

Forse ci resta ancora un briciolo di speranza quando la notte
nel nostro letto  ci fermiamo a riflettere aspettando il sonno. E li
spesso ci vergogniamo ci ciò che siamo diventati e magari ci
ripromettiamo che presto torneremo ad essere ciò che un tempo avremmo
voluto, che presto torneremo a vivere. Ma è sempre più difficile uscire
da un sentiero forzato, l’energia d’attivazione che ci separa dalla vita
è troppo grande…ed al momento non conosciamo gli enzimi che ci
potrammo aiutare in questo percorso. Ed allora viene da chiedersi se
possa ancora dirsi "umana" una persona che ha scordato il piacere e la
meraviglia che si prova di fronte ad un maestoso cielo stellato, se può
ancora dirsi umana una persona che di fronte alla prospettiva di 5
minuti di estasi ed ammirazione sotto la scia della via lattea scende
dall’auto solo per consumare una sigaretta (simpatica metafora di una
vita che va in fumo). Viene da chiedersi se può ancora dirsi umana una
persona che romanticamente sogna una passeggiata sulla spiaggia al
tramonto per trovare sinceramente mille motivi per non far mai quella
passeggiata, perchè nella vita abbiamo sempre troppi impegni…per
trovare il tempo di vivere realmente. Così invece di appagare il nostro
ardente desiderio di "vita" viviamo lo standard dell’omologazione,
convinti che sia un orecchino, o una giacca, o una scarpa, a far la
differenza fra chi sa "vivere" e chi invece no….
E se poi
qualcuno…pover folle..fra un bicchiere di vino e uno di
birra…decidesse di porsi delle domande…allora tutti a guardarlo
strano…come uno che si fa mille problemi. Perchè le uniche domande che
è lecito porsi riguardano la collezione autunno/inverso di uno
stilista, o chi comprerà il milan e chi allenerà l’inter, se Cassano
andrà in nazionale, come finirà uomini e donne, o al massimo se Scajola
sapeva o meno di quella cazzo di casa.

Ma quale altro discorso è possibile se gli “integrati” hanno
trovato il loro rifugio tra coloro ai quali, e sono i più, la televisione, lo
stadio, la moda, lo shopping hanno fornito gli opportuni strumenti di rimozione
e di ottundimento di sé? E chi si rifiuta di consegnarsi all’ottundimento,
perché ancora dispone di una discreta consapevolezza di sé, a chi si rivolge
quando incontra non questo o quel dolore, intorno a cui si affollano le
psicoterapie, ma quell’essenza del dolore che è l’irreperibilità di un senso?

Qui le psicoterapie non servono perché non è “patologico”
come si vorrebbe far credere, porsi domande, sottoporre a verifica le proprie
idee, prendere in esame la propria visione del mondo per vedere quanto c’è di
angusto, di ristretto, di fossilizzato, di rigido, di coatto, di inidoneo, per
affrontare i cambiamenti della propria vita e i mutamenti così rapidi e
imprevisti del mondo.

[I Miti del Nostro Tempo, Umberto Galimberti, pag. 154]

Ed allora poniamoci queste domande, e cerchiamo le nostre
risposte…discutiamone insieme…litighiamo se necessario…ma…amici
ed amiche….VIVIAMO!!!! l’uomo si distingue, o dovrebbe distinguersi,
dagli altri animali per la sua capacità di discernimento….se non la
usiamo…rifiutamo la nostra umanità.
Ho deciso, come avete capito, di tornare a scrivere…e l’ho fatto perchè ne sentivo il bisogno da molto, troppo tempo…
L’ho
fatto perchè ritengo che sia importante uno scambio di idee e di
opinioni fra noi, perchè è l’unico modo che abbiamo per non convincerci,
miseramente, di essere l’uno un estraneo per l’altro. Torno quindi a
scrivere nella convinzione di non essere la persona più adatta per
farlo, ma di voler almeno provare ad accendere una lucina di speranza
fra chi ha ancora voglia di reagire. Spero che questo non si riveli
essere un rapporto unilaterale, vorrei creare una rete di scambio con
tutti voi, con la più ampia partecipazione possibile, ognuno di noi con
le sue idee, le sue speranze, le sue opinioni. Ognuno di noi può, e
deve, esercitare il proprio diritto di essere parte attiva e vitale di
questo mondo, insieme possiamo fare veramente tanto.

Non dubitate che un piccolo numero di cittadini coscienti e
risoluti possa cambiare il mondo. In realtà è l’unico modo in cui è sempre
successo. [Margaret mead] (citazione presa in prestito dai Sognatori in Cantiere)

Ho
scelto di salutare questo mio ritorno con un brindisi, facendomi
accompagnare in questa "puntata" da un bel bicchiere di vino. Spero
possa diventare una piacevole abitudine.

Dedico questo "brindisi" a chi non ha ancora dimenticato l’arte di emozionarsi ammirando un cielo stellato……

Posso chiederti di fare una cosa per me? Non preoccuparti, è una cosa
molto semplice….devi solo alzare lo sguardo verso il cielo
stanotte…..e tenere bene in mente quello che vedrai. Domani ti
spiegherò!
Visto il cielo ieri notte? Adesso che è giorno prova a guardare il
cielo, e dimmi cosa vedi! Come dici? non vedi nulla? non
mentire…..dimmi cosa vedi….si, il sole, e poi? il cielo azzurro? si
giusto……ma qual è la cosa che più noti se provi a ricordare com’era
questo stesso cielo solo poche ore fa? Mancano le stelle…esatto…ma
dimmi…sono forse scomparse le stelle? o forse sei solo tu che non
riesci più a vederle? no…le stelle non sono scomparse…ci sono
ancora…è solo che il nostro occhio non può vederle perché la sua
attenzione è catturata dalla luce emessa dal sole, che nasconde quella
delle stelle. In fondo è un po’ come quando incontri una persona, non
riesci mai a vedere com’è quella persona davvero, perché ci sono sempre
delle luci che nascondono la realtà del suo cuore. L’uomo in fondo è
come un cielo stellato, dentro di se ha infinite luci, infinite
personalità, infiniti pezzi di anima che vagano dentro di lui alla
ricerca di quelle persone che ne sapranno cogliere la bellezza e la
forza e sapranno apprezzare il suo animo profondo e sincero. Eppure
questi piccoli pezzi di anima rimangono nascosti dalle luci più forti
che ci stordiscono e ci impediscono di vedere dentro al cuore di chi
abbiamo a fianco. Ma le stelle, anche se nascoste dalla luminosità del
sole, sono in realtà molto più luminose……sono solo più
lontane……..più difficili da raggiungere…..e per questo spesso non
le notiamo….troppo presi come siamo dal guardare in superficie senza
curarci dell’essenziale. L’animo di chi ci sta accanto nasconde spazi
inaccessibili a chi si ferma solo per un fugace sguardo, solo chi cerca
davvero la verità può riuscire a scorgere la reale forza e bellezza di
un animo che si nasconde per paura di chi, troppo preso dalle false
pulsioni di un mondo ormai agonizzante, riderebbe del suo essere sincero
e libero. A volte ho l’impressione che mi capiti di incontrare sulla
mia strada delle persone speciali, che hanno qualcosa di diverso dagli
altri. No, non parlo dell’amore, parlo di un qualcosa che non ti saprei
descrivere, di una qualità dell’animo umano che solo alcuni possiedono, o
che forse solo alcuni possiedono in modo particolare. E’ come un
potenziale, un soffio di speranza, che a volte ho l’impressione di
sentire quando incontro queste persone particolari. Non so spiegare bene
cosa sia, ma sento che c’è qualcosa di speciale in te, non chiedermi di
spiegarti di più, perché non saprei come fare. Spesso a forza di
nascondere la nostra vera personalità finiamo per mostrarci alle persone
sbagliate e nasconderci a quelle che invece saprebbero apprezzarci.
Ricordo una frase che un ragazzo mi scrisse sul blog, non so di chi sia
la citazione, ma non è importante adesso: "Di che ti lamenti se hai dei
nemici? O dovrebbero essere tuoi amici coloro i quali essere come sei tu
è un continuo rimprovero?" Ecco appunto…..perché avere paura di farsi
dei nemici tra coloro che comunque, incapaci di comprendere ciò che va
oltre il loro piccolo mondo governato dalle loro pulsioni fisiche e
materiali, non saprebbero vivere la vita nel modo che la intendo io. Il
rischio di nascondermi a chi invece è, come me, alla ricerca di queste
persone speciali sarebbe troppo grande. Preferisco mostrarmi per quello
che sono, e se per trovare una sola persona speciale dovessi farmi mille
nemici saprò comunque che ne sarà valsa la pena. Tu, che hai conosciuto
l’immensità di un cielo stellato, sai che non è possibile vivere come
se non esistesse, una volta che lo hai conosciuto. Così non è possibile
fingere che nella vita non ci sia nulla che conti veramente, dopo aver
scoperto che invece ci sono mille cose per cui vale la pena lottare. E
noi, che siamo giovani anime che si presentano ancora pieni di vitalità
alla vita, abbiamo il dovere, non solo il diritto, di apprezzare questa
vita fino in fondo…..non fermarti alla falsa magnificenza delle tante
luci che ci stordiscono ogni giorno, ma va alla ricerca delle piccole,
flebili luci che vedi in lontananza, una volta raggiunte, dentro il
cuore di chi le ospita, scoprirai che la loro luminosità non ha paragoni
con quanto conoscevi prima.[Puntata numero 20  Filosofo di Merda]


LiberaMente Libero,
il vostro Filosfo di Merda!

eternamente Peter Pan….

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: