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Da piccolo la storia mi affascinava, ammiravo coloro che vissero in un
tempo in cui le loro gesta potevano essere conservate nelle pagine
della storia ed arrivare fino a noi. Ma l’idea di vivere oggi in un
mondo più lento a mio avviso è semplicemente un’illusione. In realtà la nostra illusione è dovuta al luogo in
cui viviamo, così lontano da quelle correnti guida che conducono i
cambiamenti epocali che potrebbero realizzarsi già in questo secolo. I
nostri nonni 60 anni fa non avevano l’acqua nelle case, non avevano
l’elettricità, non avevano mezzi di collegamento per muoversi alle
velocità paragonabili alle nostre, non avevano mezzi di comunicazione
come questo che stiamo usando, che mi permette di comunicare
istantaneamente con te anche se ci troviamo a centinaia di chilometri
di distanza. Probabilmente è questa la chiave. In un mondo in cui la
comunicazione ha raggiunto certi livelli è naturale rendersi conto di
essere in una realtà, quella italiana, che sembra vivere in un limbo.
Ci caratterizza l’appacificamento ad ogni costo, il volemose bene, il
buonismo e il desiderio di non toccare nessuno nella sua sicurezza, per
quanto possa essere falsa ed immorale. Di fronte a questa costante
paura di urtare la sensibilità altrui qualunque tentativo di cambiare,
di affrontare con irruenza un momento storico che solo da noi dorme
sogni anacronistici, diventa utopico, scontrandosi con la realtà di chi
"altamente se ne frega". Fuori il mondo continua a vivere: in medio
oriente la faida religiosa è più viva che mai, gli equilibri planetari
cominciano a scricchiolare sotto la nuova perdita di credibilità
americana, superiore forse addirittura agli anni 60, in Spagna va
avanti la lotta contro l’oscurantismo religioso, in Cina e in India un
capitalismo selvaggio mascherato da socialismo richiama alla mente le
follie del passato, in Africa etnie vicine combattono fra loro causando
morte e distruzione, in Tibet gli intellettuali occidentali si trovano
a difendere quella che è in realtà una monarchia assoluta, mentre l’Onu
sacrifica i diritti umani sull’altare delle logiche del mercato, l’Iran
si ribella all’ordine mondiale, l’ordine mondiale mostra i suoi
fallimenti mascherando il neocolonialismo di mercato sotto le spoglie
della globalizzazione. Intanto la ricerca scientifica va avanti, dando
all’uomo una comprensione dell’universo che raggiunge vette mai toccate
prima, e sconvolgendo il nostro modo di pensare alla natura umana e
all’universo. Noi abbiamo diverse alternative, possiamo vivere la
nostra vita al di fuori di tutto questo come semplici comparse, oppure
possiamo esserne parte attiva, io preferirei la seconda..
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