La Libertà di Essere Liberi, su “Il Peso Specifico” (26° Puntata)

    

I depositari del potere esecutivo non sono i padroni del popolo, bensì
i suoi funzionari […]; esso può nominarli o destituirli quando gli
piaccia. (J.J.Rousseau – Il Contratto Sociale)

Sarebbe
bene ricordarsi che i depositari del potere, i politici di professione,
sarebbero, secondo La Costituzione i rappresentati delegati dagli
elettori a svolgere le loro veci in parlamento. Eppure stranamente
questa sottile differenza continua a sfuggirci e spesso si finisce
quasi col concedere mille onori ai peggiori farabutti che spendono il
loro tempo a godere dei privilegi e degli onori concessi dagli elettori
tralasciando ovviamente gli oneri e i compiti che gli sono stati
assegnati per volere popolare.Vorrei sottolineare come nel nostro
paese oggi la democrazia non esista! E non fatevi ingannare, non è
Berlusconi che la minaccia, ma è la classe politica tutta. Certo, una
democrazia rappresentativa non è esattamente una vera democrazia, ma è
quanto di più simile ad essa sia possibile immaginare. Peccato che la
nostra non lo sia più, se mai lo è stata.Andiamo con ordine: in
teoria a noi cittadini spetterebbe di eleggere i nostri rappresentanti
in parlamento, e successivamente a questi spetterebbe di svolegere
tutte le funzioni del parlamento. In realtà noi oggi viviamo in uno
stato completamente differente. Innanzitutto non esiste
rappresentazione in parlamento, infatti la legge elettorale ci vieta le
preferenze, e cioè ci impedisce di scegliere il nostro rappresentante.
Inoltre vi sono notevoli altre limitazioni come lo sbarramento che
presto o tardi sarà innalzato ancora, visti gli accordi fra i partiti
dominanti. A conti fatti abbiamo una Casta che ci governa lasciandoci
una parvenza di diritto in quello che non è più uno stato di diritto.
Il volere degli elettori subisce tanti di quei filtri che il risultato
è qualcosa di profondamente diverso. La democrazia perfetta sarebbe
quella in cui ogni cittadino potesse esprimere il proprio voto su ogni
proposta della comunità, la democrazia rappresentativa è quindi già un
filtro, per quanto necessario esso sia. Lo sbarramento incrementa
questo filtro, rendendo possibile che partiti che prendano ad esempio
il 2,1 % dei voti (ipotizzando uno sbarramento al 2%) prendano anche il
5% dei seggi, mentre partiti con l’1,9% non ne ottengano nessuno.
Aggiungete inoltre l’impossibilità attuale di scegliere i parlamentari,
che vengono invece proposti dall’alto, come una specie di calciomercato
prestato alla politica dove ogni partito propone donne di piacevole
aspetto ma di dubbia competenza, ed ecco che il gioco è fatto! Il
Cittadino non conta più nulla.I partiti, che siano 20 o uno solo
non conta nulla, decidono per noi, ed invece di svolgere il ruolo di
rappresentanti del volere popolare svolgono quello di padroni del
popolo.

Il Parlamentarismo, ovvero la pubblica licenza di
scegliere tra cinque opinioni politiche fondamnetali, lusigna quei
molti che vorrebbero apparire autonomi e individuali e desiderano
lottare per le loro opinioni. In fin dei conti, però, è indifferente se
al gregge sia imposta una opinione o se gliene siano concesse cinque.
Chi si discosta da una delle cinque opinioni pubbliche e si mette in
disparte, si ritrova sempre tutto il gregge contro di sè. (Nietzsche – 
La Gaia Scienza)

Seguendo il Telegiornale, o leggendo
un quotidiano, ho da qualche anno l’impressione che sia tutto un
teatrino, un balletto, in cui i politici, di questo o di quel partito,
ci prendono in giro, fanno finta di litigare, di prendere posizione,
e poi alla fine sistemano tutto fra loro, da bravi uomini d’onore, come
una casta aristocratica che da al popolino il suo palliativo e si
autoalimenta fagocitando tutto e tutti. Basta constatare in che modo un
politico cambia opinione quando il vento lo richiede, o come siano
sempre tutti vicini fra di loro quando qualcuno osa intaccare le
prerogative di Casta che si sono autoattribuiti.E non resisto, non
riesco a trattenere la rabbia sentendo intorno la stupidità umana
divenire virtù. Una forte nausea mi prende l’anima quando vedo intorno,
nella gente, quasi un rifiuto a prendere posizione, ad opporsi, a
prendere coscienza.

è una cosa monotona il genere
umano. I più impiegano la maggior parte del tempo per vivere, e quel
poco di libertà che rimane loro li spaventa a tal punto, da indurli a
cercare tutti i mezzi per sbarazzarsene. Ah, la sorte dell’uomo!
(Goethe – I Dolori del Giovane Werther)

Il reale valore della parola Libertà
è oggi sconosciuto ai più, violentato dai potenti, nascosto dai
codardi. Si può fare politica in mille modi, uno fra questi è smuovere
le coscienze, scrivendo, gridando, parlando, comunicando insomma alla
gente, ai cittadini, alle persone, all’umanità, il proprio pensiero. Si
può fare politica spronando gli uomini e le donne, i ragazzi e le
ragazze, a prendere coscienza della propria realtà, a conoscere e
riflettere, a ragionare, a decidere da che parte stare. Non aspettiamo
che il tempo ci consegni degli Eroi da immolare sull’altare della
storia, ne abbiamo già avuti (Falcone, Borsellino) e l’indifferenza
generale di noi siciliani per primi dovrebbe farci vergognare per la
fine di due fra i pochi uomini che davvero avrebbero meritato di vivere
in un mondo migliore, e che appunto per donarlo a noi sono morti,
lasciandoci quì a vivere ogni giorno della nostra vita cercando di
nascondere a noi stessi che non ci siamo dimostrati degni del loro
sacrificio.
Noi rivendichiamo il diritto di fare politica fuori
dai luoghi ufficiali ed istituzionali. Noi rivendichiamo il diritto di
fare politica con i giornali,  con la parola, con le emozioni, per
strada, su interne., Noi rivendichiamo il diritto di esprimere in
libertà le nostre opinioni, consapevoli del fatto che non siano certo
inferiori a quelle dei membri della Casta. Noi rivendichiamo il diritto
alla Libertà, e siamo pronti a gridare in faccia a chiunque che
preferiamo morire nel corpo, piuttosto che vivere da morti nell’anima.

Noi
salutiamo con affetto, e tributiamo tutti gli onori a Giuseppe Gatì,
che aveva cercato di fare questo tipo di politica nella sua Campobello,
e che ci ha lasciati per una tragica fatalità. Il dolore nel cuore è
indescrivibile……

Come un cavallo indomito
alla sola vista del morso rizza i crini, batte la terra con i piedi e
si dibatte furiosamente, mentre invece un cavallo domato sopporta
pazientemente la frusta e lo sperone,  così l’uomo barbaro non piega la
testa al gioco che l’uomo civile porta senza protestare, e preferisce
la libertà più tempestosa a una tranquilla soggezione. Non è dunque
dall’avvilimento dei popoli asserviti che bisogna giudicare delle
disposizione dell’uomo verso la servitù, ma dai prodigi che hanno fatto
tutti i popoli liberi per garantirsi dall’oppressione. So che i primi
vantano continuamente la pace e la quiete che vantano nelle loro
catene, e che miserrimam servitutem pacem appellant (chiamano
pace una miseranda schiavitù): ma quando vedo gli altri sacrificare i
piaceri, la quiete, la ricchezza, la potenza, la vita stessa per
conservare quel solo bene che è tanto disprezzato da coloro che l’hanno
perduto; quando vedo degli animali nati liberi che odiano la cattività
e che si rompono la testa contro le sbarre della loro prigione; quando
vedo turbe di selvaggi nudi spregiare i piaceri europei e sfidare la
fame, il fuoco, il ferro e la morte pur di conservare soltanto la loro
indipendenza, sento che non spetta a schiavi il parlare di libertà. (J.J. Rousseau –  Origine della Disueguaglianza tra gli Uomini)

Vincenzo Cammalleri

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