29° Puntata – E quindi Racconto

Molti uomini, infinitamente soddisfatti di se stessi, percorrono il
globo in lungo e in largo dietro alle loro piccole faccende, tranquilli
nella loro sicurezza d’esser padroni dell’universo. Non è escluso che i
microbi sotto il microscopio facciano lo stesso.
H.G. Wells

Oggi
cominciamo con questa frase carina, che stuzzica la nostra
immaginazione e ci propone un veloce, quanto profondo, cambio di
prospettiva rispetto alla nostra abituale concezione. Noi esseri umani
siamo abituati a considerarci i padroni dell’universo, per poi renderci
conto in un attimo che la natura ci considera esattamente come tutte le
sue creature.
Con una piccola forzatura si può traslare il
significato di quella frase alla società umana, in cui molti uomini,
infinitamente soddisfatti di se stessi, percorrono le aule parlamentari
in lungo e in largo dietro alle loro piccole magagne, tranquilli nella
loro sicurezza d’esser padroni della nazione. E quanto sarebbe
divertente se con una piccola rivoluzione sociale noi stessi ci
arrogassimo il diritto di ribaltare tale situazione, e riportare alla
giusta dimensione quella particolare forma parassitaria che viene
classificata sotto la denominazione di "Homo Politicus".
Ok, adesso
mi spiego. Niente paura, non sono un anarchico, se non in senso molto
astratto, semplicemente ritengo che sia il caso di riportare sulla
terra coloro che senza averne nessun merito si arrogano il diritto di
atteggiarsi a semi-dei sulle spalle della collettività. Quanto ho detto
può benissimo essere riferito a qualunque, o quasi, politico che ogni
giorno affronta una dura giornata di intrighi ed "inciuci" alla ricerca
del tornaconto personale e della carriera. Dovremmo indignarci di
fronte al sacrificio dell’onestà, continuamente immolata sull’altare
delle logiche di potere. In questi giorni un caso è esemplare da
portare ad esempio per le mie affermazioni: il rifiuto della lega nei
confronti dell’election day. In parole povere la Lega Nord si è opposta
alla giornata unica per le elezioni, in cui si sarebbero accorpate
quindi elezioni e referendum, nella speranza che se il referendum fosse
stato fatto in un giorno a parte ci sarebbero state molte possibilità
di non arrivare al quorum necessario per la validità della
consultazione. Forte della certezza di ottenere ancora più voti in caso
di nuove elezioni la Lega Nord ha posto il veto al governo, obbligando
il presidente del consiglio a sottostare alla sua scelta, pena la
caduta del governo stesso. La questione è ovviamente sconvolgente, ma
nonostante questo alla gente importa poco, al massimo considerano
meschino il fatto che questa mossa costerà diverse centinaia di milioni
di euro allo Stato. Peccato, peccato perchè la questione economica
dovrebbe in realtà essere marginale, perchè la questione centrale è
molto più importante e delicata: riguarda il senso stesso della
democrazia e dei meccanismi che consentono alla volontà popolare di
esprimersi sulle questioni centrali della vita collettiva. Il
referendum è lo strumento per eccellenza della democrazia, l’unico vero
strumento di democrazia diretta tramite il quale il popolo può
esprimere il proprio volere. Non è accettabile, non è comprensibile,
non è sopportabile che qualcuno si arroghi il diritto di fare in modo
che lo stesso referendum si svolga in condizioni tali da minimizzare le
possibilità di raggiunta del quorum, in modo tale da invalidare la
consultazione. Non è accettabile che si impedisca al popolo di
esprimere di esprimere la propria volontà, non è accettabile che i
rappresentanti del volere popolare si arroghino il diritto di imporre
al popolo la propria volontà, la democrazia è un’altra cosa, e mi
piacerebbe che a capirlo fossero in tanti…

Mi fermo
adesso, evito di proseguire sull’argomento perchè non vorrei dilungarmi
troppo, credo che il pensiero sia già abbastanza chiaro e che non sia
necessario proseguire. Vorrei invece spendere due parole su un altro
argomento di forte rilevanza, che riguarda la libertà di espressione e
il valore della parola.
Negli ultimi mesi è salito alla ribalta un
giovane scrittore il cui nome è Roberto Saviano. Il giovane uomo ha
cominciato una battaglia contro il silenzio, denunciando gli affari
sporchi della camorra, denunciando il sistema economico e
imprenditoriale non solo della Campania, ma del mondo intero. Chiunque
abbia letto il suo libro si sarà reso conto che la lucidità con cui il
ragazzo espone le tematiche trattate fa di quel libro un capolavoro
della letteratura di denuncia. Saviano ha il merito di coniugare e
mettere insieme gli aspetti più disparati dell’ambiente criminale,
riuscendo a far comprendere al lettore attento che il suo libro vuole
descrivere la realtà di un economia che puzza al vertice, in cui il
sistema del profitto ad ogni costo vive quotidianamente a braccetto con
la criminalità e l’ignoranza. Sicuramente non riuscirei a rendere
davvero il senso del suo libro in così poco spazio, ma vorrei far
comprendere a tutti voi quanto Saviano mi abbia colpito per la
franchezza con cui mette insieme tutti quei tasselli che altri invece
vorrebbero lasciare separati.

Diventare imprenditore. Capace di commerciare con tutto e fare affari
anche col nulla. Usare tutto come mezzi e se stessi come fine. Chi dice
che è amorale, che non può esserci vita senza etica, che l’economia
possiede dei limiti e delle regole da seguire è soltanto colui che non
è riuscito a comandare, che è stato sconfitto dal mercato. L’etica è il
limite del perdente, la protezione dello sconfitto, la giustificazione
morale per coloro che non sono riusciti a giocarsi tutto e vincere ogni
cosa.(Gomorra – Roberto Saviano)

Le
accuse ovviamente sono arrivato puntuali, ma in particolare mi hanno
colpito quelle che lo additavano di non parlare di nulla di nuovo,
accusandolo di esporre fatti conosciuti e di nessuna rilevanza. In
parole povere è stato accusato di non aver detto nulla che già non si
sapesse, e di essersi fatto i soldi semplicemente mettendo insieme quei
fatti. Io mi chiedo, ma vorrei chiederlo a queste persone, se una
simile accusa ha un senso! Tutti noi sappiamo che la mafia esiste,
questo non vuol dire che sia inutile parlarne, così come per moltissime
altre questioni di grande rilevanza la parola è fondamentale, la
capacità di comunicare, di riuscire a far conoscere agli altri i fatti,
ed i propri pensieri. Saviano ha il grande merito, come ho già
ribadito, di mettere insieme avvenimenti e questioni intrecciate fra
loro e di renderle accessibili al pubblico, al popolo, alla società, a
noi! Saviano ha il grande merito di ridare linfa vitale alla democrazia
e al diritto all’informazione, che i giornalisti asserviti al potere ed
alle logiche di partito hanno ormai smesso di considerare.

Sapere,
capire diviene una necessità. L’unica possibile per considerarsi ancora
uomini degni di respirare.(Gomorra – Roberto Saviano)

Dopo
aver letto quel libro, non si può fare a meno di riflettere, di
pensare, di scoraggiarsi e di aver voglia di esplodere, di vivere, di
gridare: Maledetti bastardi, sono ancora vivo!(Gomorra – Roberto Saviano)

Ecco
appunto, ma essere vivi va oltre il semplice respirare, perchè come
dice Saviano per essere vivi bisogna sentirsi degni di respirare!
Ognuno è libero di pensarla come vuole, io personalmente voglio sentirmi libero….

Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove
prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so
cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa
prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve
trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa,
guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non
ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine
dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia,
cose, ferro, tempo e contratti. Io so. Le prove non sono nascoste in
nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video
compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesi di montagna.
Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono
inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le
parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo,
trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora
può valere quando sussurra: "È falso" all’orecchio di chi ascolta le
cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è
parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe
chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità.
(Gomorra pag. 234 – Roberto Saviano)


LiberaMente Libero,
il vostro Filosofo di Merda!

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Una Risposta to “29° Puntata – E quindi Racconto”

  1. Valentina Says:

    Puntata bellissima, complimenti come sempre… Ho apprezzato molto anche le parole di Saviano che hai riportato. E concordo con quanto scrivi. Non ho letto il libro, ma, grazie a te, ho seguito la trasmissione "Che tempo che fa" di Fazio quando è stato intervistato proprio lui, Saviano. Credo anch\’io che lo accusino ingiustamente… Lui ha avuto il coraggio di parlare, mettendo anche la sua vita in serio pericolo… mettendosi contro la mafia.Complimenti ancora Vincenzo… Davvero.Ti adoro,Vavi.

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