Erano ragazzi……o meglio….bambini

Erano ragazzi, come tanti ne sono vissuti e tanti ne
vivranno, nessuna dote speciale, nessuna modifica eugenetica oltre quelle
obbligatorie. Erano ragazzi, o meglio, erano ancora bambini, non sapevano cosa
sarebbero diventati, non sapevano ciò che un giorno avrebbe significato quella
loro amicizia. Ed in fondo, come avrebbero potuto immaginare. In quegli anni i
loro desideri erano un pallone, una bici, due botte fra bande rivali, di quelle
che a 8 anni al massimo ritorni a casa con il ginocchio sbucciato ed il braccio
che sanguina un po’, roba da nulla, che si curava da sola, grazie ai geni
modificati. A volte le mamme nemmeno lo sapevano, e loro tornavano a casa
sorridenti dicendo che erano stati a guardare il carrello dei gelati, quello
strano, quello che sembra uscito da uno di quei vecchi giornali, quando ancora
li facevano di carta, che ormai si vedono solo nei noiosi documentari su
videonet, che poi, se ci mettono dentro un carrello di gelati, ai bambini
cominciano a sembrare meno noiosi. La vita per loro scorreva così, due pedate a
un pallone, sognando di campioni di un tempo, quando il doping genetico ancora
non era stato inventato, quelli che se prendevano una botta rischiavano di
perdere parte della funzionalità alla gamba, eppure erano li, e la gente li
guardava, e nessuno diceva nulla, roba da far inorridire i centri di
biogenetica. Poi, c’erano le ragazze, con i loro visini d’angelo, e le loro
menti diaboliche, pronte a farli girare intorno, e poi richiamarli solo per
rivederli con gli occhi speranzosi, di un bacio, a stampo, perché di altro
ancora nemmeno immaginavano. A casa, erano comunque sempre su videonet, e
parlavano, cercavano un modo per passare le loro giornate, magari in un modo
che i loro genitori avevano proibito, e allora si che si divertivano. E fra una
risata, fra due calci a un pallone, fra i loro tentativi di piacere alle
ragazze, ogni tanto riuscivano anche a pensare alla scuola, anche se loro non
capivano a cosa dovesse servirgli nella vita imparare la matematica, la storia
e tutte quelle cose che sanno di muffa e che piacciono tanto ai maestri. Loro
avevano interesse solo per quello che potevano fare insieme, il resto, li
annoiava. A parte guardare le stelle, spesso, si ritrovavano la notte a
guardare il cielo, e camminavano, girovagavano fra i prati alla ricerca di
qualcosa che a 8 anni nemmeno sapevano di cercare e spesso capitava che si
scontravano, e li iniziavano le baruffe, alla ricerca di un fantomatico
colpevole, che poi però si finiva sempre a ridere e tornare a casa col mal di
pancia. Stavano ore a fissare le stelle, e sognare un giorno di poter pilotare
uno dei caccia, quelli che si vedevano su videonet, che potevano andare
talmente veloci da raggiungere la luna in pochi minuti. O magari, di riuscire a
diventare capitani di vascello, e guidare interi equipaggi alla scoperta dei
confini della galassia. Erano solo bambini, non sapevano quanto dura fosse
quella strada, non immaginavano però che un giorno avrebbero in un certo senso
vissuto ciò che desideravano e che la loro amicizia sarebbe stata così
importante non solo per loro, ma per tutta l’umanità………..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: