23° Puntata – il coraggio di crederci

"La sola cosa necessaria affinchè il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla."(Edmund Burke)

Inizio
questa puntata con una frase che lessi per la prima volta quando ancora
frequentavo il liceo del mio paese. La frase era a conclusione di un
film sulla vita di Hitler prima della sua presa del potere in Germania.
Il film credo avesse per titolo "Il Giovane Hitler".
La richiamo in
questa sede perchè ritengo che sia una frase che, seppur con termini
molto diversi da quelli che avrei usato io, riesce ad esprimere una
concezione molto profonda della storia e della realtà non solo politica
in senso stretto, ma anche quotidiana.
Girandomi intorno non posso
fare a meno di notare un certo fatalismo non solo nel mondo adulto, ma
in particolare nel mondo giovanile. Lì dove la realtà intima e
personale non  è ancora salda e decisa il moto della passioni e
l’influenza delle personalità più forti, o più pubblicizzate, possono
scatenare un conflitto molto profondo. Mi è capitato di leggere spesso,
nei diari dei miei compagni di liceo, frasi che, se lette affianco,
dimostravano di certo una certa incoscienza della propria realtà e
un’assoluta assenza di decisione nel prendere la propria posizione
rispetto al mondo, Così accanto a frasi del tipo: "Se il destino è
contro di me, peggio per lui", ritrovavo: "Puoi svegliarti quando vuoi,
ma il destino si sarà sempre svegliato un’ora prima di te".
Si dirà che alla fine sono solo delle frasi scritte su un diario, che male vuoi che facciano?
Io invece sono convinto che facciano molto male.
Impossibile,
credo, non prendere atto di come in questi ultimi anni vi sia nel mondo
giovanile in particolare, quello che più dovrebbe credere
nell’autodeterminazione invece che nel fato, una forte tendenza che
spinge verso una visione fatalista dell’esistenza. Non mi permetterei
mai di credere che si tratta della totalità dei giovani, perchè di
fatto non lo è. Tuttavia è pur vero che a fronte di una sparuta, e
spesso anche disunita e slegata, minoranza vi sia una grande
maggioranza di giovani che ritiene inutile qualsiasi tentativo di
cambiare la realtà, sia che si tratti strettamente della propria vita
personale, sia invece che l’obiettivo sia una conquista sociale.
Nella
nostra realtà è dovere prendere ad esempio la piaga che in un certo
senso racchiude o perlomeno ingloba tutte le altre: La Mafia.
Ricordo
una volta all’ultimo anno di liceo quando tornai a scuola la mattina
entusiasta per il film che avevo visto la sera prima, film che
raccontava di uno fra Falcone e Borsellino, perdonatemi ma adesso non
ricordo. Ricordo invece perfettamente come rimasi lì di sasso quando
parlandone con i miei compagni una di loro mi disse: "e cu ciu fici
fari? cos’hanno concluso? sono morti….e per cosa?". Rimasi
interdetto, ero sconvolto di come quella ragazza quasi rimproverava chi
aveva dato la sua vita per il sogno di regalarle una realtà migliore, e
dopo qualche attimo di silenzio le tuonai contro gridandole che doveva
vergognarsi per aver disprezzato una delle figure che avevano
rinunciato alla propria individualità per mettersi al servizio di una
società che probabilmente nemmeno meritava il loro sacrificio.
Quella
risposta datami da una ragazza che non ho più avuto occasione di
rivedere dalla fine del liceo mi segnò profondamente. Mi segnò perchè
mi fece comprendere quanto vera la frase di Paolo Borsellino, quando
diceva che:

"Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente, misteriosa mafia svanirà come un incubo"

Aveva
ragione Borsellino, ed ha torto chi invece crede che l’unica cosa che
possiamo fare è sperare in futuro migliore e magari intanto pregare.
Io
credo che la realtà sia molto più vicina noi di quanto non crediamo,
probabilmente siamo solo molto bravi ad autoesiliarci dal resto del
mondo per riuscire a vivere senza vergogna nel nostro piccolo angolo di
realtà, che forse però è solo illusione.
Sono però del parere che
per cambiare il mondo non serva sparare, o gridare, o combattere nel
senso stretto della parola. Le più grandi rivoluzioni nella storia
dell’umanità sono state fatte dal pensiero, e solo dopo sono state
eventualmente difese con le armi. Gandhi è riuscito a regalare al suo
popolo la propria indipendenza senza toccare le armi, perchè è stato in
grado di convincere la propria gente che era possibile liberarsi delle
catene.

Perché cambiare il mondo quando possiamo cambiare noi stessi? (Gandhi)

Per
cambiare il mondo è necessario cambiare noi stessi. L’unica cosa
necessaria per realizzare il sogno di un domani migliore è convincere
la gente, i giovani in particolare, che questo futuro è possibile, e
che dipende esclusivamente da noi.
Qualche giorno fa ho avuto
occasione di parlare con una ragazza che ha criticato la gestione, mia
e dei miei amici, del nostro forum: Gioventù Palmese.
Ho cercato di
spiegare alla ragazza che quel forum era una cosa seria, e che ci era
necessario tenerlo ordinato, affinchè fosse possibile non solo potersi
svagare parlando di qualsiasi argomento, ma in particolare discutere,
fare gruppo, scambiarsi opinioni, in un certo senso fare cultura. Le ho
detto candidamente che il nostro obiettivo è quello di creare una nuova
coscienza nei giovani, che possa permetterci di ribellarsi a questo
fantomatico destino che vede la nostra realtà paesana accettare
placidamente qualsiasi sorpruso. Vogliamo fare in modo che i giovani,
giovani come noi, comprendano che abbiamo il potere di decidere della
nostra vita, e che tutti insieme siamo noi che rappresentiamo la
realtà.
Eppure la ragazza, appena sentite le mie parole sul
"cambiare Palma" si è fatta una bella risata e mi ha schernito
dicendomi: " voglio vedere se riuscite a cambiare Palma".
Ecco dove
volevo portare la mia discussione. Ecco a cosa mi riferisco quando
parlo di fatalismo dilagante. Vi è una tendenza fortissima a vedere la
realtà come qualcosa di lontano, di inavvicinabile, dove noi siamo
sbattuti dentro a forza senza aver la minima speranza di poter
influenzare il corso degli eventi.
Non è così!
Le nostre possibilità di regalarci un futuro più bello sono legate alla nostra volontà di crederci.
Ecco
perchè questo forum, ecco perchè Gioventù Palmese. Perchè sono
fermamente convinto che lì fuori di giovani che voglioni crederci ce ne
sono tanti, ma che si trovano scherniti, isolati, se solo provano a
dire ciò che pensano e finiscono per omologarsi seguendo il proprio
istinto di sopravvivenza, sperando così di poter entrare in quel
circolo vizioso che è la nostra realtà.
Dare a questi ragazzi la
possibilità di conoscere altri come loro, offrire loro un luogo in cui
conoscersi, scambiarsi le idee, approfondire diversi temi, e prendere
coscienza di se stessi come singoli e come corpo sociale. Questo è
l’obiettivo di Gioventù Palmese. Questa è la nostra speranza.

Comunicare
l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura; tener conto delle
informazioni che ci vengono date è cultura.(Johann Wolfgang Goethe)

Sono
cosciente del fatto che queste parole non saranno capite da tutti,
forse da alcuni sarò anche preso per pazzo, per illuso. Non potrei far
altro che sentirmi onorato, di essere anche solo per un attimo
considerato tale, esattamente come tali erano considerati Falcone,
Borsellino, Gandhi e tanti altri grandi uomini della nostra storia.

Passo per un originale, un maniaco, un pazzo. Evidentemente la
reputazione è ben meritata. Perché, dovunque vada, attiro a me gli
originali, i maniaci e i pazzi.(Gandhi)

Il
nostro futuro dipende solo da noi, cambiare la realtà è possibile,
bisogna solo volerlo. Se saremo in tanti, se saremo uniti, nessuno
potrà impedirci di cambiare davvero la nostra realtà. E il segreto
della nostra forza è nella nostra coscienza. Nella nostra voglia di
comprendere e nel nostro coraggio di credere in noi stessi prima come
individui liberi, e poi come società. Se saremo in grado di costruirci
una identità collettiva fondata sulla libertà del pensiero e sulla
fiducia reciproca allora avremo vinto la nostra battaglia, il resto
verrà da se, avremo cambiato il mondo senza nemmeno essercene accorti.
Questa
puntata è un appello, un invito ai miei coetanei, più o meno giovani, a
crederci. Proviamoci insieme a costruire un futuro migliore,
cominciando proprio da noi stessi.

Non esistono catene che possano impedirti di essere libero…….se tu scegli di esserlo.( cit. Filosofo di Merda)

Liberamente Libero,
il vostro Filosofo di Merda!

………eternamente Peter Pan

http://www.gioventupalmese.altervista.org

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