19° Puntata

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore

e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere

e la guarda distratto come fosse una moglie

come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie

e una stella fa luce senza troppi perché

ti costringe a vedere tutto quello che c’è

Buonanotte all’Italia che si fa o si muore

o si passa la notte a volersela fare…

(Ligabue – Buona Notte all’Italia)

Perdonate l’assenza amici, ma negli ultimi tempi non ho avuto la
condizione mentale necessaria per scrivere. Non pensavo onestamente che
l’avrei ritrovata in questi giorni, ciò che mi ha portato a tornare a
scrivere è il desiderio di rendere operativo un progetto che è un sogno
coltivato da tanto tempo con alcuni amici a me molto cari. Intanto oggi
su internet in un attimo di svago mi imbatto in un video su youtube, il
video è relativo ai funerali di Paolo Borsellino e alla rabbia della
folla che inveisce contro i politici e i rappresentanti dello Stato. Ho
provato grande emozione nel rivedere quelle immagini, e grande,
grandissima, rabbia. Probabilmente tutto questo è stato anche favorito
dalla mia ultima lettura, mi mancano solo poche pagine, quel libro che
ha fatto tanto scalpore lo scorso anno: La Casta, il libro inchiesta
sugli sprechi e il malcostume (per essere anche gentili) della politica
italiana. Preso da una sensazione crescente di rabbia e orgoglio per
quegli uomini che hanno dato la vita per difendere i valori in cui
credevano faccio delle ricerche su Paolo Borsellino, ma mi fermo
subito! Mi fermo dopo aver letto la data di morte: 19 luglio 1992!
Domani saranno 16 anni! Cosa è cambiato da allora? Questa è la domanda
che dobbiamo farci……la risposta, per usare un eufemismo,credo sarà
molto sconfortante!

« La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento
culturale ch eabitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo
della libertà ch esi oppone al puzzo del compromesso morale,
dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »

(Paolo Borsellino)

La moglie di Borsellino rifiutò i funerali di Stato, quello Stato
incapace di difendere i suoi servitori più capaci e meritevoli, quello
Stato che nulla fece per difenderli, e che tutto fece per non far nulla
che li potesse difendere!

Se nella canzone I Cento Passi un verso dice: ‘Era la notte buia
dello Stato italiano, quella del 9 maggio ’78, la notte di via Caetani,
del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno Stato!’; credo che
quella lunga agonia sia durata 14 anni, la sua fine coincide con la
strade di via D’Amelio!

Quello che c’è stato dopo, a parte il maxi-processo, è la storia
di una classe dirigente che non ha fatto altro che autoalimentarsi.
Oggi un terzo degli Italiani considera Silvio Berlusconi l’uomo
migliore per guidare l’Italia, e non perchè gli italiani sono stupidi o
masochisti, ma semplicemente perchè incredibilmente la classe dirigente
italiana (l’oligarchia dirigente) non riesce a produrre nulla di meglio
di Silvio Berlusconi!

Strano pensare che proprio nell’estate di quel 1992 veniva
lanciato il grande successo degli 883 ‘Hanno ucciso l’uomo ragno’,
qualche confronto tra il testo di quella canzone e i fatti di
quell’anno disgraziato è passato per la mente di tutti almeno una
volta.

Ma veniamo a noi amici miei! Sapete qual’è la cosa che più di
tutte mi rende rabbioso? E’ l’idea che oggi con grande ipocrisia e
disonestà morale il mondo degli adultì, dei saggi, dei maturi, inveisce
contro noi giovani incapaci di fare scelte responsabili, serie,
incapaci di essere giovani uomini, icapaci di seguire quei valori che,
loro dicono, sono parte della nostra storia collettiva.

Sapete la verità? Tutte questi moralismi mi ripugnano, questa
ipocrisia mi spaventa, mi fa rabbia, mi fa odiare profondamente una
società che vede materializzare nel modo più atroce i propri fantasmi
dietro quelle stesse persone che in fondo, ma molto in fondo,
vorrebbero una società migliore e più buona.

Sferro un attacco rabbioso e pieno di arroganza giovanile verso
quei figli del ’68 incapaci di tradurre in fatti le loro idee e le loro
speranze, punto il dito contro le gerarchie ecclesiastiche che tuonano
parlando di perdita di valori e di giovani allo sbando per poi
tollerare e anzi omaggiare la feccia che nell’interno stesso
dell’istituzione più antica del mondo conclude affari con il diavolo
firmandoli con il sangue dell’umanità che li circonda. Inveisco contro
quei falsi moralizzatori del cazzo che da un pulpito ci gridano che la
famiglia viene prima di tutto, che non si può cancellare il sacro
vincolo dell’unione familiare, loro lo sanno bene che di famiglie ne
hanno più di una. E non è necessario andare lontano, nel nostro paese
di poche anime ne abbiamo degli esempi, di una certa donna che in
comizio si erge a baluardo nella difesa della famiglia, per poi
abbandonare pochi giorni dopo marito, figli, baracca e burattini. La
mia è la rabbia per il falso obiettivo che ci viene sventagliato sotto
il naso, quella crescita del PIL che nulla è se non un modo per
condurre questo mondo alla rovina, come il tentativo di alzare
all’infinito i valori della borsa, prima o poi il vuoto di un sistema
privo delle fondamenta viene fuori, e quel 1929 ancora qualcuno se lo
ricorda!

La mia rabbia, il mio odio, va verso chi in questi anni ci ha
sbattuto in faccia la sua presunta superiorità morale, da una parte o
dall’altra! Disprezzo chi ancora ha il coraggio di dire: ai loro tempi
mangiavano ma facevano mangiare ( se qualcuno di voi lo pensa sappiate
che se oggi l’Italia ha il debito pubblico più alto d’Europa è proprio
grazie a quei cari signori che ci facevano mangiare). Disprezzo chi
chiamava con l’affettuoso nomignolo di ‘compagni che sbagliano’ quegli
assassini che andavano in giro per le strade d’Italia a far strage di
uomini e, spesso, di figli di operai come loro che per una scelta
lavorativa avevano indossato una divisa.

Quando non capivamo perchè l’Italia dovesse essere una colonia
degli U.S.A ci hanno risposto che loro, anime pie, lo facevano per
proteggerci. Per poi scoprire un 11 di settembre che se mai qualcuno ci
attaccherà sarà proprio a causa degli U.S.A.

Ci hanno detto che i compagni comunisti facevano le stragi per
noi, noi poveri figli sfruttati dal padrone cattivo, si sono poi
scordati di farci sapere quello che facevano ai compagni che osavano
uscire anche solo di un apostrofo dall’ortodossia del partito.

Quando noi, figli disgraziati e senza valori, abbiamo gridato che
se Gesù fosse vivo ripudierebbe quella Chiesa che porta il suo nome ci
hanno risposto che se non ci fosse la Chiesa chi farebbe beneficenza
nel mondo? Si sono scordati di dirci che dell’8 x mille che ogni anno
versiamo nelle casse vaticane solo il 18% va in beneficenza, meno di un
quinto. E come se per ogni euro che donate ad un povero mendicante che
dorme fra il cartone 82 centesimi li prendesse la parrocchia più
vicina, e solo 18 centesimi rimanessero a lui.

Noi, figli snaturati di un epoca di pace, figli dell’occidente che
guarda al progresso e che non dovrebbe dimenticare le sue origini
cristiane. Era progresso quando i Britannici di Sua Maestà, mica Hitler
o Mussolini, usavano le armi chimiche per sterminare le popolazioni
civili in africa? A sentir loro lo era, si andava per civilizzarli,
l’importante era che tali armi fossero illegali nelle guerre fra paese
‘civili’, e cioè fra gli europei!!!!!

Abbiamo ascoltato i presunti ‘grandi’ dirci che quelli come
Falcone e Borsellino erano eroi, mettiamoci anche Rosario Livatino,
visto che la mano assassina partì proprio dal nostro disgraziato paese.
Eppure questi stessi grandi quando parlavamo degli eroi con troppa
enfasi ci hanno ammonito (non in pubblico, ci mancherebbe, ma quando
eravamo da soli, presi da parte) di non essere come loro. Perchè la
politica si fa per il tornaconto personale, si fa per far carriera. O
meglio…la politica ‘è’ far carriera. Con i loro falsi buonismi ci
dicono di essere buoni e bravi, per poi prenderci singolarmente da
parte e spiegarci come il comandamento di Dio ‘Ama il prossimo tuo come
fosse te stesso’ diventa ‘incula il prossimo tuo per non farti inculare
a tua volta’. Bello, ovviamente magari tutto questo avviene subito dopo
la messa domenicale!

La cosa che fa orrore è l’ipocrisia di chi tuona contro l’assenza
di valori nella vita dei giovani, e dimentica che se anche questa fosse
la verità la colpa non è nostra!!! La colpa è LORO….esclusivamente
loro! E non è rifiuto delle proprie responsabilità, amici miei non
siamo noi che rifiutamo le nostre responsabilità, sono loro che lo
fanno. Gridano contro di noi, ci dicono che siamo senza speranza.
Eppure ci infarciscono la mente sin da bambini con i frutti della loro
ipocrisia. Ci dicono che chi ruba, chi fa politica per rubare, per
farsi i propri affari è un farabutto, un disonesto. Eppure poi ci
prendono da parte e ci insegnano che dobbiamo essere come loro se
vogliamo avere successo nella vita! E la colpa sarebbe nostra se non
sappiamo più in cosa credere?

Ci predicano di essere bravi, onesti, di fare la carità, di essere
sempre fedeli alle nostre idee! Eppure poi cercano di convincerti di
votare esattamente per chi rappresenta tutto l’opposto di questo, e tu,
povero diciottenne smarrito cominci a vacillare nelle tue certezze, e
sai perchè? Perchè ti rendi conto che se anche volessi votare seguendo
il tuo spirito onesto e pulito non sapresti a chi darlo il tuo voto,
perchè non ne trovi uno che rispecchi quegli ideali che tu, disperato
sognatore, porti nel profondo del tuo cuore.

Che rabbia amici miei, che rabbia che provo dentro di me! Quanta
ipocrisia che ci circonda, quanti falsi moralizzatori. E in tutto
questo noi dobbiamo crescere, maturare, diventare uomini. Diceva il
grande Leonardo Sciascia:

‘Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo

l’umanità, e ci riempiamo la bocca a direumanità, bella parola

piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i

mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e

i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi

contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no,

scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si

credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora

più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine

i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere,

chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle

anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo,

lei è un uomo…’ (Il giorno della civetta)

Eppure, per noi che oggi siamo gettati in pasto in una società che
ci umilia e ci spegne ogni sogno prima ancora di renderci capaci di
andarcene di casa, diventa sempre più difficile riuscire a diventare
Uomini, spesso quasi impossibile anche solo rimanere mezz’uomini.

Rischiamo di ritrovarci come scrisse un altro grande scrittore siciliano, Luigi Pirandello:

Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la
vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai;
quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare,
a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine,
che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola,
vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore
–allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un
uccello senza nido. Io sono così. (da una lettera alla sorella Lina,
13ottobre 1886)

Ecco, ci stanno facendo diventare così! Devo ammetterlo, mi
verrebbe voglia di buttare via tutto, di farvi leggere tutto questo
senza aggiungere altro, o magari di cancellare e basta, perchè se
questo è il mondo quello che sto facendo è privo di senso!

Eppure no, non posso. Non posso farlo perchè dentro di me vorrei
essere Uomo. Perchè sogno qualcosa di diverso, e vorrei essere parte di
quel piccolo grande esercito di Uomini che ci hanno almeno provato. E
quindi non posso chiudere così, perchè in fondo dentro di me c’è ancora
speranza. E credo che sia importante farlo sapere, perchè chi come me
in questo momento ha speranza, ma si sente solo in questo mondo fetido
e marcio, scopra di non essere solo. Mi rendo conto di aver scritto
molto, ma, credetemi, è solo una parte di quello che avrei voluto
dirvi. Spero che tutto questo raggiunga i vostri cuori, le vostre
menti. Spero….perchè non voglio vivere senza la vita!

LiberaMente Libero,

il vostro Filosofo di Merda!

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2 Risposte to “19° Puntata”

  1. prrrrrrrrrrrrrrrrrrr sono passata!!!!!!!!! ti voglio bene scemo…

  2. gabriele Says:

    eilà camma, seppure non lo condivida pienamente, devo ammettere che è un intervento in grande stile! buone vacanze, anche se mi dispiace che ultimamente non abbiamo più occasione di vederci

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