17° puntata

Non
riesco a saziarmi di libri. E sì chene posseggo un numero superiore al
necessario; ma succede anche coi libri comecon le altre cose: la
fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità dipossederne.
L’oro, l’argento, i gioielli recano con sé un godimento inerte
esuperficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità,
discorrono connoi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di
famigliarità attiva epenetrante. (Francesco Petrarca)



Amici
ed amiche, è passato tanto tempo dall’ultima volta incui mi sono fatto
vivo sui vostri monitor. Scusate per la lunga assenza, motividi studio
mi hanno rubato via molto tempo…..e siamo ancora molto lontani
dalvedere la fine.

Oggi
vi ho portato una citazione che risale addirittura aPetrarca. Ve la
propongo perché ieri, mentre curiosavo su un forum ho notatouna
discussione dal titolo: “Gli Italiani e i libri, il conformismo ha
vinto.”.Non vi parlerò della discussione in se, alla quale ho anche
lasciato uncontributo, ma quello che oggi mi tocca particolarmente è il
fatto che inItalia, a fronte di un grande sviluppo dei mezzi di
comunicazione e dellapossibilità di accedere a fonti sempre più
svariate, la cultura prosegueinesorabile verso una massificazione
generale ed un appiattimento su temistereotipati e banalizzanti della
cultura stessa. I giovani, sono sempre menointeressati dalla cultura,
la maggioranza è interessata solo a ciò che lariguarda in maniera
diretta, ciò che è oltre il proprio naso non interessa, nonaffascina.
Voglio essere chiaro fin da subito, la colpa di tutto questo è soloin
parte da attribuire ai giovani. Il problema è molto più profondo e
dipendeprincipalmente dal sistema scolastico in cui ci troviamo
oppressi. Gli insegnanti spesso non sono
capaci di spiegare la realeimportanza della letteratura (di qualunque
tipo essa sia). Più che stimolare lecapacità critiche ed espressive
dello studente si cerca di infarcirgli lamemoria con frasi che
suoneranno vuote e priva di qualsiasi valore una voltaestratte dal loro
contesto artistico. Il problema in questo senso secondo me èmolto
antico in Italia, e quella che vediamo oggi è solo la punta
dell’Iceberg.Mi spiego subito: Benedetto Croce riteneva che la cultura
scientifica non fossecultura, ma solo tecnica, arta manuale….roba di
basso livello. Perconseguenza a partire da questa menzogna si è
sviluppato in Italia un sistemascolastico e della cultura in cui i
canoni di ciò che è cultura sono moltoristretti e spesso si deforma il
senso originale della parola. La conseguenza èche ci troviamo con una
popolazione di analfabeti, perchè i miei nonni, i mieizii (non i miei
genitori che hanno anche fatto l’università) sono capacissimidi
ricordare a memoria le poesie che hanno studiato 60 anni fa a scuola,
masono del tutto incapaci di capire che cosa esse significhino. La
cultura el’insegnamento dovrebbero servire a rendere le persone
indipendenti, libere,invece nelle scuole si insegnano quattro
sciocchezze nel modo sbagliato pergiunta. Saper recitare a memoria una
poesia, e non sapere praticamente nulladel suo significato è assurdo, e
invece è quello che è successo per tutto il900 nelle scuole italiane.

In
questo contesto ci vuole poco a concludere che nonserve a nulla
studiare la letteratura, di fatto è vero se tutto avviene inquesto
modo, a che serve conoscere a memoria i promessi sposi o la
divinacommedia se poi non si è in grado di comprendere il significato
del Principe diMachiavelli o delle opere di Pirandello?

Quello
che ci rovina in modo catastrofico è secondo meproprio questo, il
sistema dell’insegnamento. Che promuove un tipo di culturache di fatto
non è cultura.

In
tutto questo oggi leggere è sempre meno importante, lo sifa solo perché
si è costretti per studio o per lavoro, oppure per informarsi
sulleultime vicende amorose del VIP di turno. Non c’è nulla di male a
fare questo,il problema si presenta quando questo è l’unico utilizzo
che si fa della cartastampata. Se qualcuno si sente toccato da queste
parole, ne sono felice…

La
possibilità di sfogliare un libro, di leggere fra lerighe, consente non
solo la diffusione del sapere, ma anche lo sviluppo delleidee, la
libertà del pensiero. Leggere è un passo fondamentale nellacomprensione
non solo di noi stessi, ma del mondo. Leggere è anche un grandepiacere,
come sa benissimo chi ha l’abitudine di mettere da parte per
qualchemomento le pressioni della vita moderna e concentrarsi sulle
pagine di un buonlibro.

Il
rischio che corriamo, dimenticando di leggere, è quellodi un mondo in
cui la cultura, il pensiero, il concetto stesso di libertà,siano
monopolizzati da chi controlla i mezzi di informazione e
dicomunicazione. In televisione, sui giornali nazionali, il tono è
sempre simile,le informazioni sono quasi identiche, ma non illudetevi,
non è perché è tuttoquello che c’è da dire, è in realtà tutto quello
che si vuol far sapere. Quandola gente crede che tutto vada bene, che
c’è chi pensa alla sua vita, alla suaprosperità, a proteggerlo dai lupi
cattivi, dimentica che il bene più preziosoche abbiamo, la libertà di
decidere della nostra vita, delle nostre passioni,della nostra
felicità…la libertà di fare le nostre scelte.

 

La
non-conoscenza non dà nessun diritto – né a credere,né a non credere,
né ad aver fiducia né a non averne – e nessuna libertà.(UmbertoVeronesi)


Ecco
amici, quanta saggezza in queste parole, senza libertàdi informazione,
senza pluralità di fonti, non vi è confronto, non vi èconoscenza…….non
vi è libertà…..

Oggi
qualcuno vuole farci credere che ci si debbapreoccupare solo di trovare
un lavoro, sistemarsi con una buona famiglia,divertirsi …ed il gioco è
fatto….ma come vi ho gia detto nella scorsa puntata:

 

Il
numero di pecorelle scannatedai pastori e’ di gran lunga superiore al
numero di pecorelle mangiate dailupi. Per cui, se qualcuno si
proponesse di essere il vostro pastore persalvarvi dai lupi, pensateci
bene.


Lalettura
rende liberi, liberi di cresce da soli, liberi di scegliere, liberi
disapere….liberi di salvarci dal rischio di un mondo come quello
prospettato daRay Bradbury in Fahrenheit 451, senza però la necessità
di bruciare i libri, perchédi questo passo si estingueranno da soli.

Primadi
concludere questa puntata, vorrei dedicare qualche secondo ad un uomo
chefra poche ore compirà 66 anni, mio Padre. E’ la persona più
importante dellamia vita, lo stimo e lo ammiro per quello che ha fatto,
per le scelte che haaffrontato e per la tenacia con la quale le ha
difese. Lo ringrazioinfinitamente per quello che ha fatto per me e per
farmi crescere così comesono. Se oggi io sono la persona di cui sono
orgoglioso di essere parte delmerito è suo…..GRAZIE PAPA’!

 

Credosia arrivato il momento di salutarvi, lo faccio come al solito, con unacitazione….ci rivedremo presto, spero.

Capite
ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i porisulla
faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena,
dicera, facce senza pori, senza peli, inespressive. (Ray Bradbury –
Fahrenheit451)


Liberamente Libero,

il vostro Filosofo di Merda!

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