Do ut Des

DO UT DES

 

Magari a qualcuno farà pure schifo sentire queste parole
quando si parla di amicizia. Ma si sa, la verità fa male, e certa gente è
capace solo di vivere di luoghi comuni e atteggiamento pseudopuritani da far
vomitare chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale.

Do ut des, vuol dire fare qualcosa allo scopo di ottenere
qualcosa d’altro in cambio. Riflettiamo bene su queste parole, in pratica,
stiamo dicendo che ognuno di noi fa qualcosa per gli altri nella speranza che
gli altri facciano lo stesso con lui. Cosa c’è di male in questo? Vi fa così
schifo? NO! A me fa schifo chi si dice buono e generoso, chi dice di fare
sempre tutto disinteressatamente. Perché non è vero. Un libro bellissimo, che
mi ha permesso di mettere in ordine nella mia mente cose che già avevo
realizzato, è Che Cosa è l’Uomo di Mark Twain. Spiega benissimo che qualsiasi
forma di altruismo è in realtà una forma di egoismo. E non c’è nulla di male in
tutto questo.

Do ut des! Che cos’è una amicizia? Su che cosa si fonda? Si,
ok, ci sono i sentimenti, ci sono i momenti passati insieme, magari anche le
diverse cazzate che si sono condivise. Ma su cosa si fonda un rapporto di
amicizia? Beh…….la base credo che sia il do ut des, che è in realtà la base di
tutte le relazioni fra gli esseri umani. Io ti do la mia amicizia, tu in cambio
mi dai la tua. Io ti aiuto nel momento del bisogno, perché sono convinto che tu
faresti lo stesso con me, perché sei mio amico. E se lui poi non fa lo stesso
con te? Che fai? Continui ad essere amico? Continui a ritenerlo un amico? NO!
Immagino di no, immagino che schifato ti volteresti dall’altra parte
gridandogli che non è un vero amico e che non ti merità. Beh…ti ho dimostrato
che il do ut des regola tutte le relazioni umane.

Ma dove voglio arrivare a parare? Sicuramente non sto
sprecando un po del mio tempo prezioso di questa mattina per il semplice scopo
di parlarvi della filosofia del do ut des. In realtà, le motivazioni del mio
intervento sono diverse, e sono strettamente personali, e questo è il motivo
per il quale non ne sto facendo una delle puntate della mia ormai famosa
rubrica.

Un amico, una persona molto importante, di quelle che in
determinati momenti della vita sono l’unica ragione che ti permette di avere
ancora fiducia nel mondo. O per lo meno così credi tu. Per lo meno così credevo
a quei tempi. Consideravo questa persona veramente speciale. L’unica persona
che mi era rimasta accanto in un momento veramente difficile. E invece no.
Tutta illusione. I ricordi mi dicono che in quel periodo io ero sempre
disponibile per questo amico, a qualsiasi ora del giorno (e anche della notte),
e qualsiasi cosa io stessi facendo. Il contrario non era invece possibile. A
volte mi sentivo trattato a pesci in faccia, insomma…non ricevevo l’amore che
davo. E questa è una cosa che fa star veramente male (Erik From e la sua arte
di amare docet). Cercai  di far notare a
questa persona il male che mi faceva dando per scontato il mio aiuto e
negandomi invece il suo…perché credevo fermamente nel dialogo, nelle spiegazioni.
Ero convinto che potesse capirmi…..Invece incontrai un muro, scoprii col tempo
che ero considerato alla stregua di un robot, l’essere perfetto che non soffre
mai e che è sempre li se ne hai bisogno, ma che per il resto puoi ignorare. Il
giocattolo da usare quando non sai come passare il tempo, la spalla su cui
piangere quando nessuno ha intenzione di ascoltarti. Continuai a cercare di far
capire a questa persona che la situazione così com’era non poteva durare. Io
fino a quel momento avevo resistito, ma le cose stavano cambiando, prima o poi
a forza di non trovare comprensione in lui si sarebbe superato un punto
critico, il punto di non ritorno. Da quel momento nulla sarebbe più potuto
essere come prima. E così fu, dovettero passare ancora alcuni mesi, poi tutto
andò come io avevo previsto. Questa persona continuò nei suoi atteggiamenti. Mi
aveva rifiutato il conforto nel momento in cui più ne avevo bisogno, ed aveva
avuto il coraggio di chiedermi di aiutarla qualche mese dopo, e di aiutare
un’altra persona a lui cara (che io aiutai esclusivamente perché era anche mio
amico). Ma tutto si era gia rotto. Nulla è più stato come prima, non ho gettato
via tutto, avrei potuto farlo, ma non l’ho fatto…l’ho ritenuto di scarsa
importanza. Ormai le cose sono andate così e non mi interessa se questa
amicizia andrà avanti oppure no….non ci tengo più….mi dispiace dirlo, ma è
così……

Questa persona ancora oggi mi considera un amico….ma io
ormai non riesco a considerare lui allo stesso modo…..l’avevo detto che le
parti si sarebbero invertite….ed ho fatto il possibile per evitare che
accadesse…..ormai la cosa non mi riguarda più.

Ho dovuto affrontare da solo tutti i momenti difficili,
anche quelle poche volte in cui ho chiesto aiuto sono stato bloccato da un muro
di incomprensione e rifiuto. In queste condizioni non c’è spazio per
l’amicizia, quella che intendo io. Chi si dice amico, e poi non prova nemmeno a
sopportare il peso della mia anima nel momento in cui io sono li per chiedere
aiuto…….semplicemente non è amico
. Non c’è altro da dire….non so perché…avevo
voglia di sfogarmi….di mettere per iscritto un dato di fatto che ormai è nella
mia mente da parecchio tempo. Punto e basta….il resto come va va…….tanto non ha
più importanza. Io l’avevo gia capito tanto tempo fa……ed avevo avvisato….ma
qualcuno non ha voluto neanche provare a cercare di capire…evidentemente mi ero
sbagliato.

Mi sembra pure un grosso schifo questo che ho scritto, non
ho voglia di rileggerlo, è uno sfogo…nient’altro…….e rimane così…magari fra
qualche mese mi verrà voglia di rileggerlo…come ho fatto con tanti altri pezzi.

Faccio i complimenti a chi è arrivato fino in fondo….credo
ci voglia stomaco per leggere questa porcheria……ma fa niente…ogni tanto anche
io voglio fare cazzate….e probabilmente dedicare del tempo a uno sfogo di
questo tipo su una persona di questo tipo è una cazzata…..pazienza……

Ciao a tutti.

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3 Risposte to “Do ut Des”

  1. davide Says:

    grazie per il consiglio…appena finisco "Aut Aut" di Kierkegaard,lo leggerò. Ho letto qualcosa sul tuo blog e se mi permetti…" Di che ti lamenti se hai dei nemici? O dovrebbero essere tuoi amici coloro i quali essere come sei tu è un continuo rimprovero?". hai tanta voglia di fare e si nota in ttt quello che scrivi,ma amico mio, come disse W.Whitman " Lascia l\’anima fiera e composta di fronte ad un milione di universi".                  ciao

  2. Giacomo Balistreri Says:

    ciao vì….. un commento questo intervento lo meritava…. ogni tanto uno sfogo ci vuole, mica puoi sempre tenerti tutto dentro…. mi è capitato più volte di ritrovarmi nella stessa situazione con più persone, ma alla fine ho sempre capito che lasciarle "fottere" nel loro brodo era la decisione migliore….. e continuerò a farlo fino a quando ce ne sarà bisogno…. anche io da quando sono all\’università ho cambiato tutta la mia compagnia… eccetto per due persone che sono e resteranno sempre parte della mia vita…… fino ad ora non mi sono pentito della mia scelta e il mio istinto mi dice che non arriverò mai a pentirtene…. cmq sia alla fine di tutto questo casino… volevo farti i complimenti per il tuo intervento e approfittare dell\’occasione per farti anche i complimenti per la tua rubrica…. è molto bella, perchè varia gli argomenti non è monotona… continua così vincè…… sei tutti noi!!!!

  3. Che dire … hai completamente ragione, è ciò che veramente accade. Però come hai detto la differenza tra un amico e una persona cinica è che, durante i momenti di litigio, finisce che uno dei due fa il primo passo e ci si riappacifica.Non puoi capire e sapere quante volte mi sono chiesto se le persone che mi circondano siano davvero amici incondizionatamente, amici cosiddetti con la A maiuscola .. tante volte mi è successo persino di mettere in dubbio il rapporto che ho con ognuno; poi però per un motivo o l\’altro mi accorgevo che mi mancavano e anche dopo periodi parecchio burrascosi le cose sembrano essersi messe nel verso giusto. Ma in fondo questa è la vita, ci mette alla prova in tantissimi modi e con tantissime persone, e ci fa selezionare quelle con cui passeremo il resto della vita e quelle che sono o saranno solo una pagina del libro .. io la penso cosi. :)Se quella persona si comporta in quel modo .. beh semplicemente non ti merita. E il fatto che glie ne hai parlato e ti sei trovato un muro è la conferma di ciò. Secondo me tagliare i "rami secchi" è fondamentale, fai spazio per nuove persone e non aver paura di iniziare da capo con altre. Io all\’età di 17 anni e mezzo ho lasciato TUTTA la mia compagnia, eccetto per una persona, e insieme ne abbiamo "rifondata" un\’altra, quella attuale, e col senno di poi sono contentissimo della decisione .. ora non sto a tediarti coi  motivi che mi hanno spinto a ciò, è solo un\’esperienza che sento di poterti dare come ispirazione ;)Direi che ho scritto anche troppo, forse il commento supera addirittura il post ma tant\’è .. stamattina ero ispirato .. ghghIn bocca al lupo ;)Miki (alias Luca)

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