Puntata 13

E la vita va avanti, con il solito affannarsi per quel
qualcosa che, si dice, è necessario, ma cosa può esserci di più necessario di
avere accanto delle persone da cui aspettarsi solo affetto, amore, sincerità.
Come posso vivere con la paura di non trovare mai la persona che mi potrà
capire davvero, o che almeno ci proverà, che almeno non si volterà dall’altra
parte quando diventerà troppo impegnativo sopportare la mia anima?
Che senso ha affannarsi di continuo per provare delle emozioni che sono
destinate a dover essere poste nel dimenticatoio, con le persone che le hanno
provocate, perchè quando quelle persone decideranno di uscire dalla mia vita,
come se il vento decidesse di privarmi del sale dopo una giornata al mare,
allora le loro emozioni rimarranno con me, ma sarà impossibile sopportarne il
peso con la consapevolezza di non poter prendere il telefono e chiamare quel
qualcuno per riviverle insieme……(
28-08-06 08:43)

 

 

 

Ciao amici carissimi, queste parole scrivevo poco più di 18
mesi fa. Tante cose sono cambiate da allora, ho superato la prova per la quale
mi preparavo, ed ancora una volta l’ho fatto da solo. La solitudine di fronte
alle sfide della vita sembra la costante del mio universo. Al tempo in cui
scrissi quelle parole venivo da una delusione profonda, che spezzò a metà
quell’anno fino a quel momento magnifico che è il 2006. Avevo vissuto momenti
bellissimi, mi sentivo rinato. Ero stato capace di vincere almeno in parte la
mia timidezza e la mia tendenza ad isolarmi, ero riuscito a ricrearmi una vita
sociale, avevo insomma ripreso in mano la mia vita. E quella estate non la
scorderò mai perché l’ho vissuta pienamente, molto meglio delle precedenti.
Nonostante avessi a Settembre un esame difficile da superare. A quei tempi feci
una scelta, decisi che nella vita il nostro lavoro è finalizzato a permetterci
di vivere meglio la nostra vita, se per il nostro lavoro sacrifichiamo questa
vita, allora è il momento di fermarci a riflettere su quello che stiamo facendo
e decidere se davvero è la strada che vogliamo. In quei giorni dicevo, come si
può notare dal tono in cui è scritta la citazione, venivo da una profonda
delusione, sentivo che una parte di me mi era stata strappata via, il mio cuore
era stato fatto a pezzi e spedito ai quattro angoli della terra, dove io non
avevo speranza di raggiungerlo. In quelle condizioni studiare, concentrarsi era
veramente difficile, mi sentivo oppresso, schiavo delle circostanze, volevo
fuggire. Volevo vivere delle emozioni, emozioni sincere, emozioni vere. Emozioni
da imprimere dentro di me e tenerle forte, emozioni a cui aggrapparmi. Mi resi
conto che l’emozione che avevo vissuto nell’ultimo mese era un’illusione. Si
può amare un’illusione? Si, si può, basta non sapere che è falsa. Basta vedere
in essa la felicità, la gioia di condividere qualcosa di importante nella
propria vita.

Mi sto chiedendo per quale motivo oggi scrivo tutto questo,
anzi, mi sto chiedendo per quale motivo ho iniziato questa rubrica. Mi chiedo
perché ho questa voglia matta di far sentire agli altri quello che provo io, di
condividere le mie emozioni, di carpire quelle degli altri. Mi chiedo se ha
senso dirvi tutto questo, perché in fondo potrebbe non fregarvene un cazzo, e
magari non leggerete nemmeno quello che sto scrivendo. Probabilmente cestinate
subito ciò che io scrivo e non me lo dite solo per non ferirmi. Mi chiedo che
senso questo affannarsi per fare uscire fuori una parte di me che al mondo è
sconosciuta. Mi chiedo se a qualcuno importa davvero di ciò che scrivo, o se
questo è l’ennesimo errore di questa mia ormai non più tanto breve vita. Ma per
dare risposta a questa domanda dovremmo prima capire cosa vuol dire commettere
un errore, e probabilmente nemmeno i migliori filosofi potrebbero riuscirvi,
figuriamoci che speranze ho io…..

 

 

Devo ancora capire bene a chi scrivo questa lettera,
forse è solo una parte di me che è stanca di stare in silenzio, stanca di
vivere senza emozioni, che adesso riprova a uscire fuori, alla ricerca di ciò
che le spetta. […….]Scrivo anche per me stesso, per sentirmi bene, per
riscoprire quella parte di me che c’è sempre, ma che a volte passa in secondo
piano…..ma che mi fa sentire felicemente me stesso.
Scrivo per tutti quelli che credono in me, per tutti quelli che mi vogliono
bene, e che magari semplicemente ogni tanto mi ritrovano fra i loro
pensieri…..
E scrivendo ritrovo me stesso, ritrovo le mie speranza, ritrovo la mia fiducia
nella gente, perchè il male in fondo non esiste, come non esiste davvero il
bene, tutto è relativo….e voglio credere, anzi no, CREDO che li fuori tutti
cercano solo compagnia, un modo per trascorrere in serenità, la propria
vita….forse sono io che sono un eterno sognatore, forse sono solo un povero
pazzo, che dalla vita avrà solo delusioni, però quando vedo gli occhi di mio
padre, il sorriso di mia madre, l’abbraccio dei parenti, le risate sincere con
gli amici…..beh dico che questo è il mio mondo, e si ci sono state e ci
saranno delusioni, ma……vale la pena per tutto questo. (
09-12-06 21:29)

 

 

Probabilmente questa volta non ho detto nulla, o magari ho
detto tutto. E’ possibile che vi abbia mostrato qualcosa di me che non
conoscevate, o che vi abbia fatto capire qualcosa in più di voi stessi. E’
ancora possibile che semplicemente non ve ne frega nulla di quello che ho
scritto ed adesso mi starete maledicendo per la lunghezza di un pezzo che
giudicate vuoto.
Ogni possibilità è reale, e dipende da voi e dalla vostra interpretazione della
vita e del mondo.

Quello che so è che come ho scritto sopra questa rubrica mi
fa stare bene, mi da la sensazione di poter dare qualcosa agli altri, e
contemporaneamente di crescere io stesso. Quindi andrò avanti per questa
strada. Voglio chiudere questa puntata anomala con una citazione dalla mia
canzone preferita, quella che considero un po’ come la mia Bibbia personale per
le verità che vi sono espresse in ogni singolo verso. Un abbraccio fraterno a
tutti voi, sperando che mi vogliate almeno bene almeno un po’. Se io non ve ne
volessi non sareste nella lista di questa rubrica.

 

 

 

Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è
finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu …( Roberto Vecchioni)


LiberaMente Libero,
il vostro Filosofo di Merda!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: