puntata 12

Vi è forse, nel tener duro contro di me, un’indicazione americana e tedesca?(Aldo Moro)

 

 

Bentrovati amici ed amiche, oggi ritorno con voi dopo qualche giorno. Vista la frase? Sapete tutti chi era Aldo Moro vero? Non ditemi che non lo sapete! Vi rinfresco la memoria: Aldo Moro era un esponente di primo piano della vecchia Democrazia Cristiana, ricoprì ruoli di grande prestigio e potere all’interno del partito e fu Ministro della Repubblica Italiana in diverse occasioni. Ricoprì inoltre la carica di Presidente del Consiglio. Moro è passato alla storia però in particolare per il sequestro subito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978. Il suo corpo fu ritrovato privo di vita la mattina del 9 maggio in via Caetani, emblematicamente a metà fra le sedi della DC e del PCI.

 

 

Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno stato..(I Cento Passi – Modena City Ramblers)

Moro era uno dei principali artefici del Compromesso Storico, cioè una strategia proposta da Berlinguer  (segretario del PCI) finalizzata allo scopo di coagulare le forze democratiche presenti nei tre principali partiti (DC, PCI, PSI) e arginare così le forze autoritarie che cominciavano a diventare un serio pericolo per la democrazia italiana. Quelli erano infatti gli anni di piombo, della strategia della tensione. Un mondo molto diverso da quello che conosciamo noi. Siamo troppo giovani per ricordare che cosa fosse il mondo prima della caduta del Muro. Siamo troppo giovani per sapere che dietro le vesti di un partito parlamentarizzato (il PCI) si nascondevano le mani della Russia Sovietica e dell’internazionalismo comunista. Siamo troppo giovani per ricordare le pressioni americane per evitare che i comunisti andassero al governo, a tutti i costi, anche per mezzo di un colpo di stato antidemocratico. Era un clima molto diverso da quello attuale. In tutto questo grande coraggio ebbe Enrico Berlinguer che decise di allentare il controllo che Mosca aveva sul PCI e proporre ai principali partiti una strategia di distensione per ridare fiato ad una Italia che viveva ormai da troppi anni una seconda guerra civile fra le forze democratiche e quelle comuniste.

In questo clima avvenne il rapimento di Aldo Moro.

Proprio ieri leggevo un articolo su La Storia in Rete in cui Steve Pieczenik, esperto inviato dal governo U.S.A. per assistere il governo Italiano nella gestione del caso Moro, fa delle rivelazioni sulle scelte fatte dalle forze in campo nella gestione del caso.

 

La destra voleva la morte di Aldo Moro, le Brigate Rosse lo volevano vivo, mentre il Partito Comunista, data la sua posizione di fermezza, non desiderava trattare. Francesco Cossiga da parte sua lo voleva sano e salvo. Bisognava fare attenzione sia a destra che a sinistra: bisognava evitare che i comunisti di Berlinguer entrassero nel governo e , contemporaneamente, porre fine alla capacità di nuocere delle forze reazionarie e antidemocratiche di destra. (Steve Pieczenik)

 

In tutto questo groviglio di forze ed interessi, Moro venne alla fine ucciso. Come lui in quegli anni persero la vita molte persone. Vittime di una seconda guerra civile che ha insanguinato l’Italia.

Poi, subito dopo l’uccisione di Moro, le BR cominciarono a perdere consenso fra le masse operaie. Cominciò così il declino delle bande armate e del terrorismo rivoluzionario.

Oggi, che viviamo in un mondo diverso, in cui però vi è ancora moltissimo da fare, abbiamo dimenticato cosa vuol dire l’impegno civile e la lotta per un ideale. E seppur in un paese democratico non possiamo far altro che rifiutare la violenza come mezzo per l’imposizione delle proprie idee, proviamo un po’ di vergogna nel sapere che mentre 30 anni fa i ragazzi mostravano grande interesse per la politica oggi invece il loro interesse è dedicato a trasmissione incredibilmente demenziali da primo pomeriggio (immagino capirete da soli di cosa sto parlando).

Non posso fare a meno di pensare ad un bellissimo film che ho visto nel mese di gennaio e di cui prima o poi parlerò: Leoni per Agnelli! Io vi invito a vederlo, per il momento non dico altro.

Voglio citare quindi per concludere un pezzo di una canzone molto bella che è stata presentata al festival di SanRemo dal giovane Valerio Sanzotta, Novecento:

 

 

E non fu solo un sogno e non ci credemmo poco
mettere il mondo a ferro e fuoco,
mentre un’altra stagione già suonava la campana
il primo rintocco fu a Piazza Fontana.
Era un giorno di maggio, un giorno di lavoro
il mattino che trovarono Aldo Moro,
e la mente fu la stessa e fu identica la mossa
assassina che uccise Guido Rossa.


A Padova di sera c’era l’Italia tutta
Quella sera in Piazza della Frutta
e fu come abbandonare un padre o un amico
quando il cielo rivolle indietro Enrico.
Adesso ho giorni buoni e una vita dignitosa
ma non mi piego a una coscienza silenziosa
al futuro porto in dote la memoria
nel cuore rugge l’urlo della storia.
Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.

Vi invito a digitare su un motore di ricerca GUIDO ROSSA, scoprirete chi era e perché fu ucciso. Un modo come un altro per farsi un idea del mondo che fu.

 

 

 

Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.  (Enrico Berlinguer)

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Una Risposta to “puntata 12”

  1. gabriele Says:

    bel post, soprattutto la parte in cui sottolinei l\’innegabile differenza tra i giovani di 30 anni fa e quelli di oggi. Ritengo però che molti giovani di oggi siano più interessati a "Uomini e donne" che alla storia e alla odierna situazione del nostro amato Paese, soprattutto perchè sono figli di una "società del benessere" e ritengono inconsciamente e inopportunamente che abbiamo raggiunto il "top". In poche parole, sicuramente si sta meglio oggi rispetto a trent\’anni fa e ciò è un qualcosa di cui dobbiamo essere soddisfatti, che però come conseguenza negativa porta "fisiologicamente" i giovani a non perseguire il miglioramento sociale, che come giustamente ricordi tu, è davvero sempre possibile. Ciao

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