Puntata 9

Salve amici ed amiche, vi chiedo
scusa per la lunga pausa che mi sono preso, effettivamente 7 giorni senza
scrivere sono forse davvero troppi. Stasera sento di avere il tempo necessario,
e quindi mi faccio risentire, immagino di esservi mancato troppo.

In questi giorni ho avuto modo di
riflettere molto ed ho concluso prendendo una decisione che spero in futuro si
tratti di quella giusta. Non posso parlarvene al momento, non me ne vogliate,
lo farò in un futuro, ma non posso dirvi se sarà fra qualche mese o fra qualche
anno.

Intanto, stasera vi propongo qualche
riflessione sulla vita, magari la saggezza dei grandi del passato ci potrà
essere d’aiuto in questa piccola nostra grande storia pesonale che è appunto la
nostra vita.

 

 

 

Che giovano a un uomo
ottant’anni passati senza far niente? Egli non è vissuto, ma si è attardato
nella vita; non è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire. (Lucio
Anneo Seneca)

 

 


Nessun tempo è perso. Le ore
di ozio collaborano a formare la nostra personalità come le ore di lavoro,
forse meglio. (Giuseppe Prezzolini)



 

Ho volutamente messo insieme
queste due citazioni. Il motivo spero possiate coglierlo da soli: la vita non
ha senso se aspettiamo che ci scorra davanti, dobbiamo viverla, non importa se
vi dedicate al lavoro, al gioco, ai viaggi, alla cultura, all’arte, alla musica
(che poi forse sto nominando sempre la stessa cosa!!!), alla famiglia. La vita
è fatta di priorità, ognuno di noi fa le proprie scelte. Ciò che non dobbiamo
mai dimenticare è che la nostra vita ha un limite, non è infinita, il tempo che
la natura ci ha concesso è limitato, nostro dovere è viverlo fino in fondo……

In tutto questo, è sbagliato
pensare che una vita piena sia una vita senza pause, anche le pause sono
importanti, ci permettono di riflettere, di assaporare ciò che abbimo vissuto
ancora una volta. Ci consentono di restare soli con noi stessi, per riflettere
su ciò che abbiamo preso dalla nostra vita, per decidere cosa vogliamo ancora
prendere.

Seneca è uno dei miei auotori
preferiti, un filosofo degno di questo nome! Ciò che apprezzo di più di quest’uomo
è la sua idea dell’esistenza umana. Ciò che forse mi accomuna ad egli è il
desiderio di arrivare alla fine dei miei giorni con la convinzione di aver
fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per aver vissuto la vita
pienamente.

 

 

Non c’è rimedio alla nascita e alla morte, fuorchè quello
di godersi dell’intervallo tra l’una e l’altra. (George Santayana)

 

 

Io auguro a tutti voi di vivere
la vostra vita in modo totale, di succhiare ogni attimo del tempo che ci è
concesso. Sarò forse banale, ma si vive una sola volta…vediamo di farlo bene……..

Adesso, se mi permettete, vorrei
fare una menzione speciale per i nostri ragazzi che proprio in questi minuti
stanno tornando dalla gita a Firenze. Gli eroi palmesi hanno difeso l’onore del
paese pestando e massacrando come veri gladiatori. Caro Ugo, sono fiero di voi.
Spero che tu abbia fatto tesoro dei miei consigli comunque, soprattutto quelli
riguardanti i gavettoni, se non lo hai fatto ti scomunico.

Immagino adesso starete tutti
pensando che questa esaltazione della violenza non è da me! Che non è coerente
da parte mia esaltare certi gesti quando scrivo pezzi come quello sulla
comprensione reciproca.

Probabilmente avete ragione, ma…………voi
ancora credete alle cazzate che scrivo? Come disse un uomo di grande saggezza
(permettetemi questa citazione): VIULEEEEENZA!!!!!


Adesso amici ed amiche, vi
saluto. Mi farò sentire presto, so che mi aspetterete con anzia.

Per lasciarvi stasera ho pensato
di farvi leggere questa simpatica barzelletta…..gustatevela:

 



Due napoletani, Ciro e Antonio, dopo aver speso tutti i
soldi nella grande Milano si ritrovano con il problema di come tornare a casa!

Decidono allora di separarsi per un momento e chiedere l’elemosina onde
racimolare la cifra necessaria per far ritorno nella loro calda Napoli.
Si danno perciò appuntamento alla stazione di Milano nel giro di un’oretta.
Dopo un’ora, i due si ritrovano e Ciro chiede ad Antonio come gli sia andata.
Antonio risponde:
– Cirù, è proprio vero… i settentrionali sono gente fredda… pensa un po’,
mi sono camuffato per bene da povero cieco e mi son messo a Piazza Duomo con un
cartello con sù scritto "POVERO CIECO HA FAME" e nonostante tutto ho
racimolato solo 11 euro. A te invece com’è andata?
E Ciro:
– Ho raccolto tremila euro…
Antonio rimane allibito ed esclama:
– E come hai fatto?
Ciro con molta calma glielo spiega:
– Semplice Toni’… sono rimasto qui in stazione, ho preso un pezzo di carta e
con una matita
ho scritto: "POVERO MERIDIONALE VUOLE TORNARE A CASA!"



Liberamente Libero,

il vostro Filosofo di
Merda!

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