6° puntata

Salve amiche, salve amici…..questa sera voglio dividere in due parti il mio ormai abituale intervento.

Nella prima parte voglio esprimere il mio pensiero sui risultati elettorali che tutti noi conosciamo.

Ciò che più di tutto balza agli occhi da queste elezioni, ciò che
rimarrà nella storia della Repubblica Italiana, è l’assenza (per la
prima volta) di qualsiasi rappresentante in parlamento della sinistra
socialista e comunista. Rispetto a questo l’expoloit della Lega è
assolutamente secondario. Quali possono essere i motivi di tale crollo?
La spiegazione è molto semplice: l’elettorato di sinistra si è spostato
verso il PD, ed il motivo è altrettanto semplice: il voto utile. Votare
PD per sperare di impedire a Berlusconi la vittoria. La sinistra è
passata dal 10% al 3%, un crollo incredibile, che di fatto ha salvato
dalla figuraccia il PD, perchè è chiaro che perlomeno sei punti
percentuali siano passati al PD e quindi da una semplice sottrazione si
ottiene che il PD se non avesse preso il voto utile dell’elettorato
della sinistra oggi sarebbe con appena il 27% di consensi in luogo del
33% reale. I voti dell’ex margherita si sono divisi tra PD e PDL-Lega.
Certo la forza della Lega è preoccupante a livello istituzionale e di
governo. Ma a mio avviso l’assenza della sinistra dallo scacchiere
parlamentare è molto più pesante e pericolosa. In primo luogo per
l’assenza di una vera dialettica e differenza fra le forze politiche
(di fatto l’unica forza non filo centrista è la Lega), ma anche perchè
come detto dal mio carissimo amico Davide vi è il rischio (nel caso in
cui la crisi della sinistra si prolunghi) di un ritorno all’opzione
terroristica ed extra-parlamentare di alcune frange estremistiche.

Mi fermo qui nella mia (peraltro molto superficiale) analisi del
voto….augurandomi che il nuovo parlamento riesca a fare qualcosa di
buono per questa nostra Nazione tanto vilipesa.

La seconda parte di questa mia rubrica odierna vorrei dedicarla
alla citazione di un pezzo tratto da uno dei libri che ho letto
recentemente. Il libro si intitola Gli Uomini Vuoti (nella traduzione
italiana), l’autore è Dan Simmons. E’ il racconto di un uomo con poteri
di percezione mentale ed empatica che dopo la morte della moglie perde
il suo scudo mentale contro i pensieri di tutti gli altri esseri umani.
Finisce con l’essere sopraffatto dal dolore causato da tutti i pensieri
meschini, egoistici, brutali prodotti dalla mente dell’umanità che lo
circonda. Unica oasi di pace (ed al contempo di tristezza e malinconia)
in quel mare di solitudine e sconforto è una presenza che egli sente
della moglie ormai morta. Come se una parte di lei fosse ancora viva
dentro di lui. Nei suoi viaggi finirà ad intercettare la mente di un
ragazzino disabile (sordo-muto-ceco e deforme dalla nascita) che si
trova in fin di vita a causa di brutali percosse subite. Egli riesce a
far vedere tramite i propri occhi a quel bambino le meraviglie della
natura e dell’amore con sua moglie….ed allo stesso tempo riceve dal
bambino la sensazione di meraviglia, stupore e felicità nello scoprire
tutte quelle meraviglie per la prima volta. Grazie al bambino egli ha
la possibilità di riscoprire la sua vita e la propria speranza….. Vi
invito a leggere con attenzione il pezzo da me citato, anche più volte
se vorrete, vale veramente la pena…..si tratta di una parte tratta
dalle ultime pagine del romanzo. Ho trovato quei paragrafi molto
intensi e non ho potuto fare a meno di ricopiarli. Adesso li propongo a
voi….buona lettura…e buona comprensione.

[…..]Il dolore di milioni di
pensieri lo colpì dietro gli occhi con la forza di una piccozza
piantata nel ghiaccio.Lo schermo mentale si alzò automaticamente,
com’era successo fin da quando aveva scoperto in sè quella capacità per
ottundere il brusio, placare il dolore.

Lo riabbassò con forza e lo tenne abbassato anche se questi si
sforzava di proteggerlo. Per la prima volta in vita sua Jeremy Bremen
si aprì volutamente al dolore, al mondo che glielo stava infliggendo, e
alle innumerevoli voci che chiamavano disperate nella cerchia solitaria
del loro isolamento.

Gail. Chiamò lei e il bambino, ma non riusciva a sentirli, non
sentiva le loro voci nel gigantesco coro che lo stava colpendo come un
onda gigante. Se voleva accettare loro doveva accettare tutti gli
altri.

Alzò la pistola, puntò la canna contro la tempia, armò il cane. Si
mosse con una leggera frizione. Il dito s’incurvò sul grilletto.

Tutti i gironi dell’inferno e desolazione che aveva sofferto.

Tutte le insignificanti meschinità, i sordidi deisderi, i vizi
solitari, i pensieri immorali. Tutte le violenze e i tradimenti e la
cupidigia e l’egocentrismo.

Lasciò che tutto fluisse attraverso e attorno a sè stesso, fuori
da sè. Cercò una singola voce in quella cacofonia sorgente attorno a sè
finche gli sembrò che stesse minacciando l’intero universo. Il dolore
era oltre ogni sopportazione, oltre qualsiasi credibilità.

E all’improvviso, in quella valanga di rumore-dolore, venne un
sussurro di altre voci, quelle che gli erano state negate durante la
lunga discesa nel suo inferno psichico. Erano le voci dolci e gentili
della ragione e della compassione, le voci confortanti di genitori che
incoraggiano i figli a fare i primi passi, le voci speranzose di uomini
e donne di buona volontà che – benchè molto lontani dall’essere
perfetti esseri umani – trascorrevano ogni giorno cercando di essere
una persona migliore di quanto natura e educazione li avevano designati
a essere.

Anche queste voci portavano il loro carico di dolore: contro i
compromessi che la vita impone, per colpa dei pensieri causati dalla
propria mortalità e da quella ben più minacciosa dei propri figli,
dolore di dover soffrire l’arroganza di tutti i malvagi come quelli che
Bremen aveva incontrato nei suoi viaggi e poi il dolore ultimo,
ineluttabile della certezza della perdita anche nel mezzo di tutti i
piaceri che la vita aveva offerto.[…..]

Liberamente Libero,

il vostro Filosofo di Merda!

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